La famiglia nella letteratura italiana – 2

Era da tempo che dovevo scrivere questa recensione.
Non è facile mettersi di fronte ad un così grosso librone.
Oltre mille pagine e diversi mesi di lettura, lo avevo finito già un po’ di tempo fa; me lo portavo in autobus, in aereo, in bici; bello grosso, roba da sentirselo pesare sulla schiena.
E però, di tutto rilievo.
Un notevole lavoro.

La biografia del Tintoretto e della sua famiglia, scritta da Melania Mazzucco, è innanzitutto una interessantissima ricostruzione storica.
La Venezia di quegli anni è modernissima e affascinante; e la gestione della cosa pubblica vede l’importante presenza di rappresentanti scelti dalle scuole delle arti e professioni.
L’archivio di Stato di Venezia, inoltre, è una fonte di documenti di cui l’autrice si è potuta avvalere, che è impressionante per il grado di dettaglio che riesce a raggiungere, sulle vicende per esempio fiscali e giudiziarie (che poi contengono molti dati biografici) di moltissimi personaggi, che in teoria sarebbero figure minori della storia, ma in pratica dicono molto di come si viveva a quei tempi.

Ma soprattutto e per prima cosa, questo lavoro è la biografia di un insieme di vicende famigliari. In cui la Mazzucco cerca di entrare nelle sfumature dei comportamenti abitudinari. E quindi si spinge a ricostruire i caratteri e le loro reazioni tipiche anche nei momenti di cui non si sa niente.

Stupenda, e per prima come osservazione da citare, è questa affermazione dell’autrice.
“Ricostruire il nodo dei rapporti affettivi ed economici che negli anni Trenta e poi Quaranta legano Paulina Marcello ai Tintoretto è essenziale per svelare i meccanismi della memoria.”
Paulina Marcello era una amica della famiglia Tintoretto, e Marco Boschini, biografo dei Tintoretto, ne era coetaneo e intimo conoscente.
“Boschini aveva avuto una fonte molto privilegiata per la sua interpretazione dell’opera di Tintoretto e per la raccolta di aneddoti sulla sua biografia. Una fonte diretta: una fonte interna alla famiglia stessa.
Si dovranno dunque considerare attendibili le sue notizie e gli aneddoti inediti che racconta sulla vita di Jacomo (il pittore che si maschera per spiarlo mentre fa il ritratto al barone oltramontano, il Bravo che vuol farsi ritrarre gratis, la trovata per il completamento dell’Arco Trionfale del 1574, eccetera). E anche quando quegli episodi sono stati rielaborati e romanzati, possiamo sentire la voce di Jacomo che li racconta ai figli, e Dominico, Marco e Ottavia Tintoretto a Paulina Marcello, a Marco Boschini e a noi.
”