L’Isonzo da Sagrado a Savogna

Ieri sono tornata in bici. Era ora!
Ho cominciato a mappare alcune discese sull’isonzo.

Prima esplorazione: Sagrado, le chiuse presso il ponte.
Avevo sognato una zona come quella proprio in questi giorni…
Nel sogno guidavo un auto, la “carretta” di una volta, su sentieri ricoperti di neve, curve, boschi. E poi arrivavo a una cascata, immergevo per un po’ le ruote in acqua… finchè dovevo fermarmi, tornare indietro, mentre controllavo l’altezza che il pelo dell’acqua aveva raggiunto…

Nella realtà, sono entrata nella zona cantiere sotto il ponte, dove dei tecnici stavano riparando i grossi sassi del gradone che di solito viene levigato dall’acqua.
In quel momento il gradone era esposto e secco, perchè il livello del canale era abbastanza basso. Così ci ho pedalato e camminato sopra pure io, mentre il direttore dei lavori mi guardava male.
Già nel pomeriggio, al ritorno, quello stesso punto era di nuovo coperto dal fiume: l’acqua scivolava sul piccolo salto, curvando tranquilla.

Seconda discesa: dopo Poggio Terza Armata, sotto Peteano, a Boschetta.
Il sentiero non si individua facilmente, è avvolto dalla vegetazione alta. Di quella che quasi richiude il single track e ti accarezza le braccia, mentre tu speri che non abbia le spine! E poi intasa il cambio, arrotolando rami verdi su tutta la ruota dentata…
Da quelle parti l’Isonzo si era ritirato. Segno del suo recente passaggio, la sabbia ancora scura sui ciottoli del greto.

forme del letto il gradone dietro le chiuse verso il salto dell'isonzo le fronde portate dal fiume
rondini e nuvole in alto a sinistra il fiume ciottoli di fiume il cielo sopra di me
attrezzi ancora in uso? strada da imboccare per l'ingresso a fiume colonie di aironi il canale presso Farra

Terzo incontro con l’Isonzo: a Savogna di sotto.
L’itinerario si imbocca da via Josip Vilfan, superando l’autostrada con un sottopassaggio.
Si entra nel folto della vegetazione dell’argine, finchè il sentiero di sassi e pozzanghere sfuma in dune di sabbia, e arriva il senso di anticipazione per l’orizzonte che sta per aprirsi…

Questa volta mi sono portata un pranzo vero e proprio: un po’ di pizza, frutta e dolce, proprio quello che ci voleva per restare abbastanza a lungo seduta accanto all’acqua, e immergermi nell’ambiente per ore.

La zona è quasi deserta, il suono delle onde attutisce i pensieri.
Solo su una lingua di sassi lontani si affolla una colonia di uccelli, sembrano aironi; ogni tanto si alzano in volo, si danno il cambio, aggiustano continuamente le proprie posizioni.

Più passa il tempo, più si notano i piccoli movimenti… come allo stagno, che si rivela solo se aspetti.
Le foglie degli alberi vibrano, verde-argento-verde-argento, rumore bianco.
Le nuvole si trafsormano indolenti: sì, camminano piano anche loro.

Il cielo si espande.
In basso, pecorelle. In alto una piazza azzurra, sgombra. Quanto sarà profonda? Sembra una vertigine. Come il mare quando ci si spinge al largo, e gli occhi verso il fondo vedono solo il blu, e si trema un attimo all’idea di guardarci ancora dentro… prima di decidersi: continuo a nuotare.

L'isonzo a savogna di sotto

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