Un giro a Palinsesti – 3

Nel tornare dalla mostra Palinsesti, a San Vito al Tagliamento, ho aspettato il treno oltre un’ora presso la stazione. C’era un bel vagone storico, ridipinto, messo lì a disposizione. Però era preceduto da un cancello: “non entrare, solo per addetti ai lavori”. Strano, perchè bastava raggiungerlo dall’altro lato dalla pensilina, e non c’era certo un recinto a limitarlo.

Fatto sta, che mi avvicino lo stesso. Viene voglia di arrampicarsi sui gradini e guardarne l’interno. Però attendo.
Sento in lontananza un bambino (col suo papà) che vuole avvicinarsi a sua volta. Il padre gli dice di no, che non è permesso. “C’è scritto non entrare”, gli ricorda, ma il bimbo corre con uno scatto, e mi raggiunge nella posizione di fronte al vagone.
Trattengo la tentazione anche mia di salire i gradini, resto a guardare da fuori. E loro dibattono. “Posso entrare?” “No!” “Dai, dai, posso entrare?” “No, c’è la polizia, non vedi?” (in effetti c’era una macchina della polizia là vicino, ma era vuota). Ma il bimbo ritenta: “Posso entrare lo stesso, se non mi faccio vedere?”

Alla fine il bimbo non è entrato nel vagone, il babbo l’ha portato via.
Io ho aspettato diversi minuti, che se ne andassero, che non fossero più in vista.
E poi sono entrata.

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