Le manie degli amanti del libro

Fa parte della vacanza, o di qualunque momento libero, prendersi delle piccole trasgressioni sull’uso del tempo e delle cose.
Mi piace andare in libreria, imbucarmi per ore, esplorare tutti i titoli, leggere mezzo libro a sbafo.

Proibitissimo e gustoso è, per esempio, iniziare una nuova lettura a metà volume, e continuare imperterrita in un angolo nascosto del negozio, fino alla parola “fine”. Posso perdere il senso del tempo. E’ una tecnica che uso per libri che in fondo so che non comprerò mai.

Oppure, quando un titolo mi attira di più, comincio a selezionare capitoli e passaggi a casaccio, e a leggerli a frammenti per mettere alla prova l’autore (o l’autrice) e il modo in cui scrive. Può capitare così che, dopo un po’, mi risulti irresistibile: devo comprarlo.

Andando avanti in questo modo, arrivo alla cassa con il frutto delle mie scelte che, oramai, è orario di chiusura (se non c’era questo limite ovviamente continuavo a restare lì per il doppio del tempo).
Il gestore, se è uno di quelli che non mi conoscono già, quando mi vede finalmente arrivare, mi dice: “Te lo sei letto bene, eh?”. Allora rido, e ammetto candidamente che mi ha beccata; aggiungo però che, se non chiudevano, facevo così con altri quaranta libri, di cui poi ne avrei presi almeno venti.

il libro tratto dal blog Una immancabile Satrapi Psicologia dell'emergenza Ingegneria sociale

4 pensieri riguardo “Le manie degli amanti del libro”

  1. questo tuo ‘vizietto’ deve essere cominciato più di 50 anni fa, quando tuo papà, allora un ragazzetto di 8 o 9 anni, andava al chiosco di giornali che stava in piazza Venezia e si faceva prestare l’ultimo numero di Tex Willer per vedere se per caso lo aveva già letto…poi, pagina dopo pagina se lo divorava in pochi minuti, restituendolo alla fine all’edicolante con la frase scontata e anche un po’ spudorata: ‘grazie, ma lo gò zà leto!’. Riccardo (si chiamava così il giornalaio che era anche un amico di nonno Sandro perchè giocavano assieme le schedine al totocalcio), con un sorriso bonario si riprendeva il giornalino e con indulgenza rispondeva con una mezza frase che suonava più o meno così: ‘va ben, va ben, se te lo gà zà leto no ocori che te lo compri…’
    C’è qualche similitudine, vero Paola?

  2. Ah ah, mitico! Ci deve essere una mutazione genetica del lettore abbondante!

    E poi, la frase del tuo edicolante era valida in ogni caso: “se lo hai già letto in passato, o se lo hai già letto poco fa, ormai te la lascio passare liscia…”

    ciaociao
    P.

  3. Questi episodi sono rivestiti di simpatia ma rivelano una straordinaria volontà di sapere, di capire e di informarsi. Rimanendo allora nell’ambito della semplice “curiosità scientifica” ne propongo una nuova interpretazione: se anzichè di una desiderabilissima mutazione (g)enetica si trattassa di un vera e propria mutazione (m)emetica ? (vedete http://it.wikipedia.org/wiki/Meme )

    Ciao, F.

  4. Ciao Fabrizio, interessante la curiosità scientifica da te proposta, quella dei “meme”: grazie per la segnalazione!
    Cari saluti.
    Paola

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