Trentino in bicicletta – parte 2

Il secondo giorno in bici in Trentino è stato dedicato alla scalata del tratto dopo Riva del Garda, da Torbole al lago di Loppio, superando il passo san Giovanni. Il percorso della pista ciclable era stato sede, nel lontano 1891, della ferrovia denominata Mar, che collegava il lago di Garda al centro e nord Europa.

Il lago di Loppio è un posto particolare, che ha un suo fascino. Lo abbiamo sempre notato come strano, quando ci passavamo davanti nell’andare a Lagolo. Chiome d’alberi a pelo d’acqua, alghe cadenti dai tronchi… un non-lago. Finchè stavolta, parlando coi ciclisti che lo costeggiavano come me, ho capito. Quella sensazione di “anomalo” che l’ex-lago lasciava dietro di se era il frutto di un disastro ambientale: non è del tutto normale che un lago si comporti così.

garda visto da Riva Garda visto da Torbole verso Passo san Giovanni Loppio

Nella prima metà del secolo scorso, sotto il lago di Loppio era stata costruita la galleria Adige-Garda, allo scopo di convogliare nel Garda in modo controllato acque dell’Adige che altrimenti avrebbero continuato a causare esondazioni nella zona di Rovereto. Senonchè, l’opera idraulica ha danneggiato il lago di Loppio per sempre, toccandone il fondo che si supponeva di lasciare intatto, fino a provocare lo sprofondamento delle falde freatiche e la distruzione delle sorgenti. Il lago dunque si è trasformato in palude. Spesso è vuoto, però viene periodicamente invaso di nuovo dall’acqua, la vegetazione viene sommersa, e le sommità degli alberi sbucano malamente dalla superficie. Ora è diventato un sito protetto, per le numerose specie animali e vegetali ospitate e per i ritrovati archeologici. Però gli abitanti dei paesi circostanti si ricordano ancora dell’arrabbiatura col Duce dopo l’esito dei lavori…

Lago di Loppio da passo s. Giovanni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.