Aria di Ferrara

La settimana scorsa ho passato due giorni a Ferrara. Città amica delle bici, rossa di intonaci e di mattoni. In quei giorni ospitava un festival delle mongolfiere: se ne vedevano volare tante, di forma strana, che si levavano in successione.

rossi e blu la città delle bici le bici di notte castello Estense

La notte successiva ho fatto un sogno strano. Un sogno lucido, di quelli in cui prendi le redini della vicenda in corso e fai quello che vuoi, anche cose impossibili.

Innanzitutto, mi sono accorta che non avevo a che fare con la realtà, ma che stavo sognando, dal fatto che attorno a me stavano succedendo cose assurde. Stavo cercando, nel sogno, di far bollire l’acqua per la pasta; però, ogni volta che mi giravo, la pentola con l’acqua assumeva una forma diversa: si trasformava in una più piccola, o nella antiaderente, cosa senza senso, e io cercavo continuamente di risistemare le cose. Quando ho visto che l’acqua in ebollizione, bella scoppiettante e fischiante, era presente non solo dentro la pentola, ma anche sul fornello ai lati della fiamma, mi sono detta: eh sì, questo deve essere proprio un sogno.

A quel punto mi sono detta: posso fare quello che mi pare! Proviamo per esempio… a volare (che è la tipica cosa che si pensa in quelle situazioni).
E così ho provato a saltare sul posto, ho visto che funzionava, e sono partita per il volo, da quella che era la casa dove abitavo da piccola. Volavo su per le colline della città, con vista sul verde e su grandi arterie stradali, tutte viste dall’alto. Come cosa spettacolare, ho provato anche a volare a pancia in su. Vedevo il cielo sotto di me, e le formazioni degli uccelli che si dispiegavano a lenzuolo, ondeggianti.
Poichè questa idea mi piaceva molto, ho provato a rivederla, e ogni volta che facevo riapparire (a comando nel mio sogno) uno stormo di uccelli in formazione compatta, risultavano sempre meno realistici: cominciavano ad avere una geometria troppo regolare, e si tenevano equidistanti gli uni agli altri allungando delle sottili zampette, che li facevano sembrare sempre più dei nugoli di zanzare… A quel punto devo aver pensato che era inutile tentare di forzare troppo il sogno (anche perchè le cose non stavano prendendo una bella piega), e che così rischiavo di svegliarmi… Infatti, di quello che è avvenuto dopo, ho perso il ricordo, e probabilmente il sogno è finito così.
Ma alla prossima occasione…

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