L’Ippovia del Cormor e le Colline Moreniche

Oggi vi parlerò di un argomento diverso, e cioè… di un giro in bici!! (ah ah… speravate, eh?).
Ho scoperto di avere troppe giornate di ferie arretrate da consumare, come i veci
E così, stamattina ho inforcato la bici e sono partita col treno per Udine.
Giornata splendida: ho visto pozzanghere d’acqua dai colori del cielo, prati ad erba alta che sembrava il pelo soffice di un maglione, vigneti a filari curvi, e un serpentello-orbettino che ha fatto tante “esse” tra le mie ruote…
E poi? I daini della riserva! Quando ci sono passata vicino, la decina di daini accovacciati all’ombra ha alzato la testa in gruppo, puntando gli occhi tutti insieme su di me, in uno schema elegante. Che si è scomposto subito dopo, quando mi sono avvicinata troppo.
E ancora meglio: le balle di fieno nei campi. Immaginate di passarci attraverso, facendo slalom con la bici sul prato corto croccante, come in una gara contro giganti buoni…

il parco del Cormor la mappa del'ippovia inizio ippovia pozzanghera di cielo
sull'erba medica il cielo dal bosco vigneti a filari curvi maculato
Villa Perabò della avia a Moruzzo Paola in azione maglione d'erba Fortezza Medio Tagliamento

Ma veniamo alle informazioni sul percorso.
Ho testato l’itinerario n. 3 della già menzionata serie “Bicicletta in FVG” uscita con Il Piccolo: La Pagnacco – Fagagna sulle Colline Moreniche. Ovviamente la guida non prevedeva di far partire il giro da una stazione dei treni, mentre io sono andata sul treno fino a Udine. Il tratto che ho aggiunto si è poi rivelato il più bello, lungo l’Ippovia del Cormor. Così facendo, il giro totale conta 50 km.
Ecco di seguito la mia aggiunta: Udine stazione – Udine centro storico – piazza Primo Maggio – ufficio informazione turistica (e prelievo mappa ippovia, disponibile anche sul sito) – uscire dal centro verso Udine Fiere – su via Pasolini c’è un pezzo di pista ciclabile – in direzione Fiera ci sono i cartelli per il Parco del Cormor – dal parco parte l’ippovia: seguirla fino a Zampis.
Poi è facile arrivare al punto di inizio del giro proposto dalla guida, Pagnacco. E al ritorno si può riprendere l’ippovia in un punto diverso, sempre presso Pagnacco, ad esempio a Fontanabona.

Il percorso del libro, devo dire, mi ha spazientito. Ogni trecento metri, bisognava cambiare direzione, per provare qualche sterrato simpatico suggerito dall’autore, o qualche deviazione panoramica. Non si potevano mai staccare gli occhi dal libro-guida, se si voleva rispettare il percorso-labirinto…
Solo il ritorno sulla strada dei quattro venti è stato lineare.
Belle zone, quelle proposte, ma la prossima volta ci torno in libertà!

cerchi di ruggine la mia bici girasolini svettanti nomi fantastici
cielo e campi ciondoliamoci in rosa tuffo nelle balle di fieno Tramonto sul mare

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