Aarau – Zurich

Rieccoci qua, dopo la seconda tappa piu’ lunga della settimana: oltre 70 km, per arrivare ad un totale che batte il record dell’anno scorso. Siamo a quota 440 km percorsi finora!!
Quasi tutto il tragitto dall’inizio del viaggio è stato effettuato lungo la rotta ciclabile nazionale n. 5 che attraversa l’intera Svizzera da ovest a est sull’altopiano. Solo oggi l’abbiamo lasciata per giungere a Zurigo seguendo una pista ciclabile regionale, la n. 66, da Baden in poi.
Propio a Baden abbiamo avuto la sorpresa della giornata: grazie ad un contatto di Paola, siamo andati a visitare lo stabilimento produttivo della fabbrica di turbine ABB, che abbiamo trovato lungo la strada. Abbiamo cosi’ sentito anche un po’ di storia della città, che si è accresciuta con lo stabilimento a partire dalla fine dell’Ottocento. Il nostro cicerone, Kobi, ci ha fatto vedere orgoglioso tutte le lavorazioni dei diversi materiali e componenti per oltre un’ora, ed effettivamente la visita meritava.

Alla fine del pomeriggio, dopo un ultimo tratto di pedalata lungo il fiume, sul lago di Zurigo, e con salitina spezza gambe finale, siamo arrivati all’ostello da dove vi stiamo scrivendo (anche oggi senza la possibilità di caricare le foto, uffi!).
Il passaggio per la movimentata stazione centrale di Zurigo, arricchita di mercatino e gente di tutti i tipi, ci ha fatto apprezzare il ritorno alle grandi città. Nei giorni scorsi, i paesini con gradevole centro medievale e casette rurali di legno, ci hanno fatto sentire la mancanza degli eventi affollati: a dire il vero, gli eventi culturali da quelle parti c’erano in calendario, ma erano sempre un giorno dopo, o un giorno prima, o addirittura alcune ore prima del nostro passaggio, e non li abbiamo intercettati mai. Ma qua a Zurigo ci aspettiamo di trovare una quantità di iniziative sufficientemente fitta da poter scegliere a volontà quello che ci piace di piu’, nel corso della nostra permanenza, che sarà di due giorni.
Giusto per fare un esempio di scelta mondana, questa sera ci piazzeremo al Teatro Bianchini, tra coperte e cuscini, per riposar le gambe; e per tutto domani non vorremo piu’ vedere il sellino della bici…

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