Domenica scorsa era l’anniversario del fidanzamento di ma e pa, che cadeva proprio nel giorno di San Valentino di molti anni fa. Siamo andati a pranzo da loro: papi aveva portato una torta a sorpresa; mamma aveva cucinato un buon brasato, che ci siamo ben gustati tra una memoria storica e l’altra.
Con quattro salti generazionali, siamo arrivati fino alle storie del bisnonno sensale, quello che organizzava matrimoni combinati. I cambiamenti culturali avvenuti ad ogni passo, raccolti in una serie di flashback ravvicinati, sembravano incredibili non solo a noi ma anche a loro.
Dopo pranzo siamo tornati giù a piedi, passando fin sotto alla finestra di AleEmmaBibiDodo. Proprio in quel momento, abbiamo visto Domenico che usciva in terrazza, e lo abbiamo chiamato dalla strada. I nostri amici si stavano preparando per fare una passeggiatina, e così ci siamo aggregati anche noi.
Ale non era di giornata buona, e cercava di fermarsi ogni momento. Di qua o di là non ci voleva andare, preferiva tastare i bottoni della cassa del parcheggio automatico. Vedendo lui ci siamo ricordati che il concetto di passeggiata rilassante, quella che procede a velocità uniforme, è ovviamente una convenzione che vale solo per noi adulti.







