Via Bellavista

Sabato scorso siamo andati a pranzo da Giordano e Luisa, e il loro giardino era illuminato dal sole. Era facile sentire la bella stagione che sembrava più vicina.
Dopo pranzo dovevamo tornare a casa a preparare il bucato, la lavastoviglie, la minestra. Ma non abbiamo resistito. C’era l’aria giusta per fare almeno un piccolo giro in bosco.

Siamo andati presso le antenne di Banne, su per via Bellavista.
C’era ancora la neve sul sentiero, e l’erba verde e rossa sbucava ai lati. Le pigne e i sassetti facevano cucù tra i granelli bianchi di neve, mentre un alone di ghiaccio sciolto li circondava.

All’improvviso si è aperto davanti a noi un panorama aperto, come un tuffo. Uno di quelli che ti fa uscire dal quotidiano, per riflettere sul senso delle cose.
Dado ed io, seduti sulla panca, potevamo goderci il silenzio attorno a noi. Un pomeriggio di quiete di quelli che si possono ricordare anche in futuro.

Il sentiero bianco sull'erba rossa Il sasso buca la neve Segno di pino non casuali Dado che cucca nella dolina
Il sentiero fatto di neve Il belvedere sul ciglio di Banne Dado e Palla e la bellavista Dado e Palla ed il cielo
Dado e la neve che si scioglie in mano Vista aperta su tutta Trieste Vista sul mare con un po' di foschia Vicino, la neve e lontano, la città
La neve a forma di filari dei campi DadoPao scritto con la neve Un piccolo anemone nella neve Il sole che filtra anche d'inverno

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