Ieri mattina abbiamo fatto una visita al sito di Kinderdijk, patrimonio dell’Unesco, che ospita una ventina di mulini del 1700 ancora funzionanti. In questo momento il sistema di pompaggio dell’acqua dei canali é affidato a motori diesel Stork e a pompe elettriche. I mulini sono in ottime condizioni e possono ancora funzionare come soluzione di emergenza, se necessario; occasionalmente vengono azionati semplicemente per i visitatori. Abbiamo potuto ammirare dall’interno i meccanismi, molto semplici, affidati a delle ruote dentate di legno, che sono state riparate solo per la sostituzione di alcuni denti, mentre altre parti, come l’asse di trasmissione principale (un bel tronco di quercia dal diametro 400 mm), erano ancora originali.
La sera siamo andati al teatro Lantaren Venster, dove si svolgeva lo spettacolo-workshop che ci era stato segnalato la mattina dai compagni di bed and breakfast: Roland, Agnes e Dianne. Un evento interessante! Contributi vocali e canori di una ventina di partecipanti, che si susseguivano emergendo da cori o danze di gruppo, con un effetto sfumato che nasceva dalla composizione, realizzata il pomeriggio stesso, dei pezzi di assolo di ciascuno.
Oggi invece é stata una giornata di pioggia, come previsto, dunque ci siamo dedicati ai musei di arte contemporanea. Innanzitutto il Witte de With, dove abbiamo potuto apprezzare ad esempio le opere di Reineke Otten, “World Skin Color Maps”. La Otten rappresenta in modo astratto i colori della pelle presenti nei vari paesi su base statistica, e per il suo inventario ha usato dati tratti dal World Fact Book, da Internet, dai dermatologi e dalle ditte di cosmesi… l’effetto é illuminante!
Al Museo della fotografia di Rotterdam invece siamo andati a vedere, tra le altre, le foto di Ed van der Elsken, autore olandese di scene cittadine ambientate nella Parigi degli anni ’50.
Con queste mostre, oggi ho potuto trarre un sospiro di sollievo: nelle gallerie di arte contemporanea le autrici donne sono presenti almeno al cinquanta per cento, con lavori estremamente interessanti. Non come al museo di pittura classica Mauritshuis, dove la presenza femminile era zero (zero = 0!), quando invece c’erano pittrici dell’etá dell’oro olandese che avrei voluto vedere rappresentate, con le loro dettagliate nature morte che sconfinavano negli studi di botanica… Leggere “Women, art and society” di Withney Chadwick per approfondire!











