Domenica pomeriggio, dopo il giro in bici, mi aspettava Evelina per un tè.
Gli altri amici bolzanini erano via, lei era da sola col gatto di Michele che faceva l’indiavolato. Come sempre aveva la crema Nivea a portata di mano, ed io le ho portato una copia dell’ultimo libro del papi.
Per andarla a trovare ho suonato il campanello “Papuzza”. Degno nome per il posto da loro preso in affitto. Non poteva essere altrimenti, dopo “Ostello Bello”, “Convitto Romitto”, e parole d’ordine per bussare alle feste come “cospicuo”…



