Le api danzano nella luce ultravioletta

Mentre adocchiavo la bella copertina del libro di Karl von Frisch, Il linguaggio delle api, non sapevo che stavo per cogliere un classico degli anni Settanta.
In questo lavoro che gli è valso il Nobel, il biologo descrive le capacità delle api di comunicare tra loro come una “danza”, e questo uso delle parole dà l’idea del rapporto di meraviglia che l’autore aveva nei confronti della Natura che osservava.
Ho trovato affascinante non solo il cuore dello studio, la spiegazione del significato del simbolo a forma di otto che l’ape mostra volando alle altre, per spiegare distanza e direzione del prato dove ha trovato il bottino, ma anche lo studio delle altre capacità sensoriali.
L’ape vede lungezze d’onda leggermente diverse dalle nostre: meno nel rosso, più nell’ultravioletto. E i fiori hanno “guide per il nettare” nel campo dei colori visibili solo a loro!
In quella data si diceva che l’ape è l’unica altra specie oltre a quella umana, a comunicare per mezzo di simboli. Chissà se alla luce delle ricerche di oggi è ancora così?