A volte sono ricordi, luoghi, scene naturali.
Altre volte sono giochi astratti, psichedelie, geometrie minime che potrebbero diventare un logo.
Ci vedo segni d’acqua, madrepore, forme biologiche.
Ogni sasso ha una sua curvatura, e se lo guardo bene, comincio a vederci dentro le sagome che saltano fuori.
