Primo giro in città senza passeggino

Stamattina, dopo il primo raggio di sole e col rumore del vento che fischiava alla finestra, Diego mi ha indicato le sue scarpette: voleva mettersele addosso!

Bene, allora ho guardato le previsioni meteo.
Bora in attenuazione.
Temperatura massima 14 gradi.
Perfetto, usciamo.
Chiedo a Diego quali giochini vuole portare con sè: l’autino, l’anellino a sonagli, la palla.

Berretto per tutti e due, e via, usciamo fuori dalla porta e scendiamo le scale una a una.
Ho pensato ad un itinerario facile da fare a piedi con Diego: autobus numero cinque fino in centro, dolcetto alla gelateria “crema e cioccolato” che si trova subito dietro la fermata del bus, e ritorno.

Quando siamo entrati nel locale, Diego ha subito capito che c’era qualcosa di goloso da assaggiare. Ecco qua: fagottino di pasta sfoglia ripieno di mela, da dividere in due. Mmmmmh, buono, ma la prossima volta prendo un biscotto di pasta frolla, così i pezzetti per Diego non mi si sfaldano in mano in mille coriandoli.
Il locale ha un atrio spazioso, Diego appena è finita la merenda ne approfitta subito per cominciare ad esplorare. “Ciao, ciao, ciao!”: sorrisoni a tutte le signore, ecco come farsi perdonare la palla rotolante tra le gambe dei tavoli.

Provo a leggere un giornale, ma devo dire che mi sento abbastanza ridicola, ad alzarmi continuamente coi grandi fogli aperti in mano, per seguire Diego in giro da tutti i lati, mentre dell’articolo non riesco a capire niente.
Finisco il succo, ci rivestiamo.
Diego è contento di infilare le maniche del cappottino, di tornare a curiosare fuori dalla porta.
Andiamo a vedere le bancarelle di piazza S.Antonio: mercatino francese, c’è anche un giocoliere con le torce infuocate. Ma fa paura, iiiih! Meglio inseguire i cani, bau! O i piccioni, pure loro bau!

Dopo il giretto in piazza, Diego è un po’ stanco, chiede di tornare in braccio.
Guardiamo se arriva il bus… Siiii, ecco la cinque, corriamo che forse ci aspettano, eccoci! Siamo saliti anche noi.
C’è sempre qualche persona gentile che ci lascia un posto a sedere, oppure qualcuno che vuole giocare con noi: allunga un dito, prova a farsi acchiappare, ciao!
Siamo sempre un po’ al centro dell’attenzione, e dobbiamo tenerci alla larga dai pulsanti per prenotare la fermata: altrimenti Diego le chiama tutte!

E quando scendiamo, siamo a pochi passi dal portone.
Dopo un primo dubbio nell’orientamento, chiedo a Diego: “Dov’è la casa?” E lui allunga il ditino: direzione giusta, vai.

Come primo giretto in città senza passeggino, ce la siamo cavata bene.

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