Opera prima

In questi giorni Diego si sveglia presto, tipo alle sei di mattina, perchè non ha ancora preso atto del cambio da ora legale a ora solare.
Quindi la mattina c’è tempo per giocare, Dado lo porta al nido senza fretta, e si fa raccontare le novità sui loro giochi.
Oggi Dado mi ha mandato la foto di un’opera prima che Diego ha realizzato al nido con le educatrici e gli amichetti: un grande foglio pasticciato di arancione, in cui i bimbi hanno provato a colorare la carta con la frutta, in questo caso i cachi!
E perchè no?
In fondo, se poi si mettono le dita in bocca, i residui di quei colori si possono mangiare.

Guardo e riguardo l’immagine del poster, e anche se non ero presente durante la creazione, me lo immagino bene.
Nell’impronta sulla carta ora appesa alla parete, vedo il segno del passaggio dei ditini di Diego intrisi di poltiglia.
Ad occhio, Diego ha sparso tutto il colore in larghezza più che poteva, facendo un grande arco con la manina da qua a là, come a casa quando lo vediamo pasticciare a cena, e spargere ampiamente tutta l’acqua che è sgocciolata sul tavolino del suo seggiolino, fino a farla schizzare fuori dal ripiano.

Beh penso che sia un buon metodo dare ai bimbi una situazione in cui si è autorizzati a pasticciare.
Anche noi a casa abbiamo modi per farlo sfogare, per esempio quando ha voglia di battere forte col legnetto che ha in mano, su tutti i mobili e le portelle in giro per la casa, cosa che in realtà non si può fare. In quei casi, basta portarlo sullo xilofono o sul “battino”, il gioco di legno coi fori in cui far passare le palline a colpi di martelletto, ed ecco che lì si sfoga, senza essersi dimenticato il suo primo intento: “Evviva!“, esprime il suo faccione, “finalmente posso battere forte!” (BAM! BAM! BAM!).

Coloriamo con la frutta: i cachi

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