Sul Tagliamento

E’ domenica, mi sveglio tardi, Dado è già andato via per la partita di hockey.
Manca poco alla partenza del treno, non ho deciso bene dove andare in bici questa volta, ma mi preparo una colazione al sacco, e vado in stazione.
Scendo a Codroipo, apro la cartina, e decido la meta: senza fronzoli o diversivi, punto subito dritta al Tagliamento.
Dopo la fine della strada che passa per Biauzzo, trovo l’argine, lo supero, e mi butto nel folto delle acacie attraverso un sentiero che sembra appena aperto, praticamente un single track. Mantengo l’equilibro sul pedale mentre le fronde mi toccano la faccia, e la terra sotto la ruota si trasforma in sabbia e ciottoli.
Ci siamo.
Eccolo là, che si apre davanti agli occhi: il letto bianco, e più distante, l’acqua.

erbe e prati quasi magredi segni di ruote presso l'argine erbe pioniere Pulire il Tagliamento
sassi che sbucano dallo specchio Tagliamento che corre lontano motociclisti sul greto del fiume un segno per ritrovare il sentiero

Porto la bici fino al primo guado, e una splendida luce dorata fa riflettere lo specchio orizzontale punteggiato di sassi. Questo è uno dei rami del fiume, e sembra che un po’ più in là si riesca ad attraversarlo.
Faccio una cosa insolita per i miei giri: lascio la bici a riposo sui sassi. Se voglio ampliare il mio raggio d’azione, questa volta è meglio se procedo a piedi, leggera.
Dunque aggiro l’acqua nel punto in cui è più bassa, e comincio la mia passeggiata nel verso della corrente.

Le piccole onde procedono, apparentemente, alla mia stessa velocità. Calpesto i primi sassi che riemergono dal fiume, mi sembra quasi di misurarne il confine. Ogni tanto butto un occhio verso la bici, ma la tentazione di proseguire è più forte. Anche quando la bici diventa un puntino lontano, e poi sparisce, continuo ad allontanarmi. Le piantine pioniere stanno dritte e equidistanti, fiori gialli profumano l’aria sulla sabbia.

Lungo il fiume non c’è nessuno, ogni tanto il sole sbuca dalle nuvole e, quando si riflette sull’acqua, sembra una pallida luna.
Nel silenzio, si riesce a percepire uno sbattere d’ali sopra la testa; alzo lo sguardo, gli uccelli sono più alti di quanto credevo.
Dallo sfondo, emerge il rumore di alcune moto da cross. Dopo un po’ riesco a vederli: tre centauri risalgono i sassi nel verso opposto al mio. Alzo un braccio per salutarli da lontano, loro staccano una mano dal manubrio e ricambiano il saluto.

Sotto i piedi, le curve azzurre si fanno strada nell’alveo, talvolta interrotte e poi riemerse.
La scomparsa e riapparizione delle acque segue un meccanismo di infiltrazione, come nel caso delle risorgive. Polle d’acqua segnano la sabbia, che forma infiorescenze a riccio, arrotolata dal getto in uscita. I banchi di sabbia secchi restano bucherellati a fiore. Non vorrei alterare queste forme, ma cedo: attraverso la sabbia con le dita anche io, mi confondo coi segni della natura.

Dopo un’ora di passeggiata faccio dietro front, la luce cambia, il fiume è opaco.
Mi avvicino alla corrente con le ginocchia, immergo la faccia.
Completamente.
Acqua dolce! Mi rinfresca come un buongiorno del mattino.
Col rumore di qualche granello di sabbia tra i denti, torno indietro rinnovata, e ritrovo la bici che mi aspetta fedele.

Per uscire da questa area aperta fino all’orizzonte, mi oriento coi segni che avevo piazzato sul percorso. Un ramo che avevo incastrato a forma di T sopra gli sterpi; uno stecco tipo fionda gigante, e un grosso sasso infilato nel nodo della V. Il paesaggio di fiume è indistinto come un deserto, e non è facile uscire dal letto se non si ricordano i pochi attraversamenti possibili.

sassi colorati come pesci fantasia sassetti sotto l'acqua infiorescenze di risorgiva sabbia bucata da gorgoglii di risorgiva
le mie dita si comfondono coi segni d'acqua il fiume azzurro che corre lontano gorgoglio di polle d'acqua attenzione! area pulita dai volontari

Quando abbandono il folto dell’argine, noto un cartello lasciato da dei volontari. “Attenzione! Quest’area è stata pulita dai volontari di Legambiente. Aiutaci a mantenerla così“.
Ritorno a Codroipo, e faccio uno spuntino al bar. Sul banco c’è il volantino di Legambiente e WWF. L’iniziativa di pulizia del fiume è del giorno prima, centrata presso Biauzzo.
Proprio dove son passata io.
Ora ho capito chi aveva aperto quel single track.

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