Ancora sui Magredi – informazioni tecniche

Sul cartello che precede il guado del Cellina, leggo.

“ZPS, Zona di Protezione Speciale dei Magredi di Pordenone: vietata la distruzione degli habitat naturali necessari alle specie avifaunistiche tutelate, l’organizzazione di manifestazioni fuoristradistiche, la creazione di nuove cave e discariche, e in generale l’eliminazione degli elementi naturali e seminaturali del paesaggio agrario con alta valenza ecologica.”

“Al di là dell’aspetto povero della vegetazione, i magredi ospitano un numero davvero rilevante di specie e di rarità in ambito botanico. Similmente a quanto avviene per gli ambienti desertici, in primavera, appena la disponibilità d’acqua aumenta e le condizioni ambientali si fanno meno severe, i brulli magredi sono capaci di regalare lo spettacolo di splendide fioriture.”

“Nel greto ciottoloso, cioè nel letto attivo del fiume, cresce una vegetazione pioniera rada fatta di singoli steli e ciuffi d’erba fra cui si rileva qualche specie alpina. I semi di queste piante sono trasportati continuamente dai monti verso valle per azione dello scorrere dei fiumi. Nelle zone più riparate dalle piene, si sviluppa invece una vegetazione di erbe che forma cuscinetti e chiazze più estese di prato discontinuo. Infine nelle aree più lontane dai greti, sui suoli più fertili, sono presenti i magredi più evoluti. Questi sono delle vere e proprie praterie, con copertura pressochè completa del terreno.”

“Il termine Magredi deriva dal vocabolo friulano “Magredis” che significa prati magri (poco fertili). Il paesaggio dei Magredi, ampio e aperto, dove lo sguardo può spaziare liberamente, contraddistingue in modo quasi esclusivo l’alta pianura friulana. I Magredi si rilevano al margine degli estesi letti ghiaiosi dei fiumi Cellina-Meduna, Colvera e Tagliamento”.

Colvera?

la storia delle piante pioniere L'ambiente magredile

2 thoughts on “Ancora sui Magredi – informazioni tecniche”

  1. Per informazioni sulla fauna locale, chiedere al nostro amico biologo Diego Manna; questo il suo sito (dove fa un uso originale delle sue conoscenze di etologia)

Comments are closed.