Questa mattina, nel pensare alle mete per la pedalata domenicale, c’era l’imbarazzo della scelta. Le pro loco della regione riaprivano le attività con numerose sagre e iniziative. Mi sono limitata a puntarne due.
A Polcenigo, la 337a sagra dei Sèst, del cesto in vimini intrecciato (che poi si rivela essere salice decorticato o non, pioppo, erba palustre).
A Zoppola, una rassegna di opere d’arte trasformate in mosaico permanente.
Emozioni particolari da queste due tappe?
Nulla di imprevedibile.
Se non la nota sul mio consueto, irresistibile, richiamo verso i luoghi deserti.
Sì, perchè, per passare dalla prima alla seconda meta, si doveva da qualche parte attraversare il fiume Cellina-Meduna. E dopo lunghe (sì devo ammetterlo, lunghe) ricerche, il passaggio l’ho trovato.
Al guado di Cordenons. Presso Murlis.
Un guado ufficiale, asfaltato. Col cartello per le auto: “Divieto di passaggio in caso di presenza d’acqua”.
Lì, nel guado, ho trovato sassi di fiume incastonati nella sabbia croccante, che a calpestarla, rivelava un primo strato biscottato più compatto, e poi un sottofondo friabile e polveroso.
Da quanto tempo era passata per l’ultima volta l’acqua, tanto da lasciare sopra la polpa del letto questa superficie sottile così ben cotta?
Bicitinerario: Pordenone stazione – centro pedonale, via Garibaldi a sinistra – indicazioni per Aviano – Roveredo in Piano – Budoia – prima di entrare nel centro di Budoia, subito a sinistra, ciclabile per Budoia stazione – S. Lucia di Budoia – S. Giovanni – Polcenigo.
Ritorno fino a Roveredo – la Comina – Cordenons – guado sul Cellina – Murlins – Ovoledo – (Zoppola) – Castions – Orcenico Superiore – Casarsa stazione.


















