In bici da Codroipo al fiume Corno

Domenica scorsa, per la prima volta sembra proprio primavera.
Prendo il treno fino a Codroipo, e pedalo su mezzo anello dell’itinerario ciclabile numero cinque, quello verso il fiume Corno.
Anche altri sportivi, più o meno invadenti, hanno la stessa idea. Ci credo, con quel sole!

Mi avvio verso lo Stradone Manin, un bel vialone alberato in terra battuta che attraversa la mezzeria tra Corno e Tagliamento.
Poco prima del sottopasso ferroviario, vedo un gruppo di ragazzi vestiti alla militare, con il capo coperto, e segnalati da un cartello appeso all’inizio del bosco: “Attenzione! Simulazione tattico-sportiva in corso. Giochi di guerra con armi ad aria compressa. Le autorità sono state avvisate“.
La squadra seminascosta si appresta a tagliarmi la strada.
Rimango un attimo fuori dal bosco a controllare la mia cartina del giro-bici: l’unico modo per andare avanti è proprio di là. Uno di loro si distacca e viene a “parlamentare” con me. Si toglie il passamontagna. Ha un viso da ragazzino, le ciglia lunghe. Posso procedere, non c’è problema, è tutto sicuro, mi dice.
Mi inoltro con la bici, alcuni di loro mi salutano, mentre altri continuano il gioco, e appena vengono “scoperti” dal mio passaggio, si tuffano nel folto, pancia a terra…

Voi siete qui giochi di guerra simulazione tattico sportiva imbocco stradone Manin
Stradone Manin Tra Tagliamento e Corno In bici sullo stradone al margine dello stradone
Il Corno tra i rovi rossi Il Corno in primavera A caccia del ponte sul Corno ecco il ponte sul Corno

Nel pomeriggio, tra Blessano e Mereto di Tomba, porto la bici sulle zolle rosse, tra i campi appena arati. Si sprofonda un po’ nel fango e nell’acqua, ma pian piano si va.
Alcuni tratturi sono marcati da cartelli: sono segnali di orientamento per i motociclisti di cross. Cerchio rosso col la “X” nera per il contromano; bandiera obliqua bianco-rossa per il senso unico.
Ed ecco che arrivano le moto.
Le sento rombare dietro e a fianco.
Appena passano davanti alla mia visuale, impennano o si alzano sulla sella per evidenziare i salti.
Anche stavolta, uno di loro si rivolge a me in modo più cauto. Mi vede, rallenta, e mi fa un cenno: è tutto ok?

Direzione vietata Direzione consigliata Motocross tra i campi Il fiume Corno
Bassa friulana Stradone Manin campi al tramonto Zona contaminata da fitofarmaci

A Pantianicco, mi fermo per pranzo.
Visito un edificio agricolo d’epoca: mulino, granaio, deposito attrezzi e macchine da lavoro. Costruito a fine Ottocento, è stato ampliato all’inizio del secolo scorso.
Le pareti esterne riportano gli slogan tipici del Ventennio: “Bisogna dare la massima fecondità ad ogni zolla di terra“, “IMPERO“.
Le macchine agricole vantano i risultati raggiunti: “Gran premio medaglia d’oro“, “Prima fabbrica italiana svecciatori silenziosi speciali brevettati“. Luce e polvere sfiorano grossi ingranaggi, azionamenti a pedale e trasmissioni a cinghia borchiata.
Viste oggi, le soluzioni tecniche appaiono pesanti, antiquate, ingegneria di base. Stridono con la retorica di potenza ed espansione che le accompagna ancora.

Mulino Romano Mulino Romano Attrezzi agricoli Attrezzi agricoli
i piedi e la ruota la ruota del mulino Ingranaggi di una volta Trasmissione a cinghia
Svecciatoi silenziosi brevettati Bici di una volta Antipasto offerto Minestra di porro

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