Pozzanghere e guadi

vecchi segnali per le bici canalizzazione le grandi pozzanghere Scendere giù nel letto
sentiero interrotto autoscatto sul fiume con la bici La bici fin sull'acqua sotto l'acqua
da Pieve al fiume attraversare l'acqua passeggiata giù sul letto Chiesa di Pieve di Rosa

Sabato scorso, dopo il giro al Parco delle Risorgive, ho passato il pomeriggio in esplorazione, nella zona di Codroipo.
Pedalo tra Biauzzo, Iutizzo, Gorizzo e Camino al Tagliamento.
Arrivo alla chiesetta di Pieve di Rosa, e vedo l’argine in lontananza. Il fiume chiama. Mi inoltro nella direzione dell’acqua.

I sentieri verso il Tagliamento sono pieni di pozzanghere, slalom di qua, erba di là, fino ad un certo punto si riesce ad evitarle. Quando le pozze diventano piscine, però, arriva l’ora di bagnare un po’ le ruote. Evvia, dài, buttiamoci.
Sciaff, sciaff, il fango mi rallenta ma per un po’ le attraverso. Spingo sul pedale, plucc, plucc, finchè l’attraversamento non si fa troppo difficile. La melma mi rallenta, la bici non va più avanti, e allora…. PLOTTCCCH, metto un piede in acqua.
Cappero, la pozza è fonda! Guardo il collo del piede, solo l’orlo della scarpa emerge ancora asciutto.
Sono perplessa. Attorno a me un mini lago.
La scarpa è in gore-tex impermeabile, sta sprofondando, ma l’acqua non si sente. Non ancora.
Decido allora di fare un passo. Tiro fuori il piede con uno scatto, come un trampoliere. SPLOTT! Oh no!!! La scarpa è rimasta lì, incollata sul fango, e il nuovo passo l’ho fatto col solo calzino! Calzino nel fango!
Ah ah!
Mi vien quasi da crollare dal ridere!
Ah ah ah!
Bon bon, vediamo di minimizzare il danno.
Mi levo da là, recupero la scarpa, strizzo il calzino e lo metto ad asciugare.

Poco dopo sono sul letto del fiume.
Il Tagliamento si stende di qua e di là verso l’orizzonte.
Alle spalle bosco, davanti a me l’altra sponda.
Dei motociclisti fanno rumore, attraversano il fiume poco più in là.
Questo punto di passaggio del Tagliamento, abbastanza comodo da poter essere definito un guado, era in uso già nel settecento. In quegli anni, presso la chiesa di Pieve di Rosa, si trovava un ricovero per i pellegrini che proprio in questo punto decidevano di oltrepassare il Tagliamento per proseguire alla volta di Concordia e degli altri centri religiosi.

un perfetto porta bici il calzino ad asciugare

Un commento su “Pozzanghere e guadi”

  1. Ah! Ma allora questa tua ricerca di un guado, parte da lontano: tanti anni fa, in Val Pesarina, andavamo a fare un picnic su bordo di un torrente, il Degano, che scendeva a valle verso Ovaro. Nel punto in cui eravamo soliti fermarsi, il torrente avrà avuto 2 o 3 metri di larghezza ed era abbastanza impetuoso. C’erano delle grosse pietre nel mezzo che permettevano il passaggio da una sponda all’altra e tu, precoce esploratrice adolescente ti piaceva attraversarlo saltando da una pietra all’altra…Una volta hai calcolato male la distanza e, plaff! Ma niente paura. L’acqua era poco profonda e te la sei cavata con qualche strillo della mamma e con i calzini bagnati…

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