Lo stagno come luogo magico

Domenica pomeriggio c’era uno splendido sole.
Ambra mi ha mandato un messaggio tipico dei suoi, con un invito per una passeggiata di lì a pochi minuti. Ovviamente, era una proposta perfetta!

Il sole inonda le rocce e gli alberi cascatelle dopo la pioggia colonnine d'acqua per farsi baciare luci e ombre e rami riflessi
forme d'acqua e dei rami cielo blu della domenica Università vuota di domenica Tonalità di verde profondo

Abbiamo preso il tram. L’ho portata allo stagno di Villa Giulia, che lei non conosceva ancora.
La notte prima aveva piovuto molto, e così gli specchi d’acqua si erano riempiti al colmo. I quattro rivi che scorrevano dalla parete di roccia soprastante scendevano con un rilassante rumore di fondo. Ci siamo arrampicate fin sotto le colonnine d’acqua, a farci baciare dalle piccole gocce piene di luce.
Raggi di sole e ombre verdi attraversavano le pozze rendendole misteriose. Ogni tanto qualche tritone si tuffava in profondità. Non potevo fare a meno di immergere le dita tra acqua e fango, avvitando vortici di terra acquosa che poi girava autonoma, a forma di medusa.

La passeggiata è continuata fino alla casetta osservatorio di Biologia; l’Università domenicale pressochè vuota era per me un posto lontano nel tempo. Mi ha sorpeso vedere che il sentiero sterrato sopra Clivo Artemisio era così vicino alle aule studio, eppure per tanti anni non lo abbiamo mai attraversato. Basta alzare lo sguardo e cercare, gli angoli nuovi non si esauriscono mai.

Raggi magici sull'acqua Ambra che punta verso l'alto

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