Da Latisana a Codroipo presso le risorgive

Ieri sono andata in bici tutto il giorno, e meno male che ho acchiappato l’occasione, perchè era l’unico giorno di tempo abbastanza bello rimasto entro l’anno. Avevo in programma un’esplorazione della zona sopra Cormons, l’unico lato della regione con un po’ di sole, anche se lo conosco già come le mie tasche.
E invece è stata trenitalia a decidere per me: il mio treno per Udine-Cormons era stato sospeso, per cui mi sono dovuta inventare un’alternativa lì per lì. Il treno per Venezia partiva pochi minuti dopo. Fatta. Preso il biglietto fino a Latisana, e via. Soddisfatto anche il bisogno di strade nuove, il bisogno di “perdermi” e poi ritrovare la rotta.

La zona sopra Latisana, e in particolare quella lungo il percorso del fiume Stella, è piena di risorgive: un’area protetta come “biotopo” che avevo già in mente di visitare, solo che volevo aspettare la fine di gennaio, data di chiusura della stagione di caccia.

Il primo momento chiave della gita è stato il passaggio presso Ariis. Lì ho trovato il Parco dello Stella, con Acquario. Sembrava deserto, ma ho provato ad entrare nel centro visite… vediamo, porta aperta. C’era solo il custode, Sandro, ed era giorno di manutenzione e non di visita. Però è stato così gentile da provare a chiamare per me il direttore della sezione di caccia locale. Non lo ha trovato, ma mi ha dato qualche dritta.
“La caccia è permessa di mercoledì e di domenica. Però, nelle riserve private, l’attività venatoria è possibile tutti i giorni. E queste aree non sono del tutto recintate. Se presso le casette di legno, tipiche postazioni di osservazione, vedi un’auto parcheggiata, allora vuol dire che c’è anche il cacciatore in zona”.
E in effetti, nel bel mezzo del bosco verso Virco che ho attraversato su una ampia strada bianca, è apparso un cartello con l’indicazione “zona di caccia Talmassons” (zona pubblica o privata? il segnale per le bici indicava di passare proprio per di lì…). Con casetta-osservatorio, camioncino e cacciatore più due cani liberi. Dall’altro lato del bivio. Meno male che la mia direzione era quella opposta.

Il custode dell’acquario mi ha consigliato di visitare, sempre ad Ariis, il parco di villa Otelio. Ottimo spunto.
Il parco ospita fenomeni naturali della zona delle risorgive, come ad esempio le “golene”: zone pianeggianti che vengono invase dall’acqua solo nei momenti delle piene, e che ospitano specie vegetali dette “pioniere”. Boscaglie ed alberi igrofili in grado di colonizzare per primi i territori alterati. Non è un bel nome, “pioniere”?

bici sulle risorgive ombre sull'acqua i pesci nella vasca orzotto al radicchio
mi oriento con i monti un tronco mi sbarra la strada in bici nella zona delle risorgive "la Golena"
foglie di quercia sott'acqua postazione da caccia? bosco Talmassons colori presso l'acqua del canale

Dopo un ottimo pranzo all’antica trattoria Principato di Ariis, ho proseguito il giro risalendo le risorgive. Anche se non avevo la mappa, mi orientavo con le montagne non troppo lontane all’orizzonte. Un profumo di incenso mi sorprendeva, seguito poco dopo dalla vista di una chiesetta. Mancava poco alla stazione di Codroipo, ragionevole tappa del ritorno, ma non volevo ancora tornare. Allora sono passata a Villa Manin. Almeno per vedere quale mostra era in corso. E lì ho avuto il secondo premio della giornata. Una esposizione di sculture all’aperto da guinness dei primati. E una proficua visita al centro turistico di Passariano. Lì, infatti, ho trovato un’ottima mappa della zona: la cartina girogirobici, che riporta diversi itinerari attorno a Codroipo. Le promozioni locali dei percorsi ciclabili non si trovano dappertutto: sono pubblicazioni distribuite sul posto!

Quello nel parco Villa Manin era il gregge più grande del mondo. Risultato di un lavoro svolto da 86 scuole, che hanno aderito al concorso indetto dall’Associazione fra le Pro loco del Fvg, era la realizzazione di sculture a forma di pecora in materiali vari (per un totale di circa 860 pecore), con cui popolare la Piazza Tonda di Villa Manin. L’esposizione è stata legata al progetto “adotta una pecora!”: una raccolta di offerte da devolvere ad un Ente la cui attività è rivolta ad aiutare bambini bisognosi. Ma la parte più significativa va vista nel progetto di sensibilizzazione: l’evento è stato considerato un mezzo per coinvolgere diverse generazioni (si stima che per la sola organizzazione sono state raggiunte a vario titolo oltre 35.000 persone) in un’iniziativa “legata ai valori di impegno sociale, aggregazione e cultura del bello”.

Alla fine, sono rimasta fuori fino a tardo pomeriggio. Non ho disdegnato le occasioni anche temporanee per scaldarmi, e il bilancio termico complessivo è stato buono: ritorno a Trieste verso cena col buio, muscoli ancora abbastanza caldi, salitina “in piedi sui pedali” per l’ultima rampetta della strada verso casa.

ruotagiro n.2 mi piace il disegno sulla parete quante pecore a villa Manin adotta una pecora
sottopassaggio alla stazione di Codroipo in treno dopo il giro non solo la bici la mappa!

Bicitinerario: Latisana, strada lungo ferrovia lato sud, Precenicco, sottopassaggio di attraversamento binari, Rivarotta, Chiarmacis, Teor, Ariis, Parco dello Stella e Nuovo Acquario Paolo Solimbergo, ristorante principato di Ariis, parco di villa Otelio, sentieri lungo l’itinerario girobici n.2, Flambruzzo, chiesa di Flambruzzo e segnali per l’itinerario girobici n.2, a sinistra verso Sivigliano e poco dopo a destra per il tratto del girobici n.2 verso il bosco e su strada bianca, riserva di caccia Talmassons nella zona delle risorgive, pianure di Virco, Virco, Passariano, Villa Manin, ciclabili sul marciapiede a fianco strada fino a Codroipo stazione.

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