Una calma serata festiva

Lo scorso 25 dicembre, dopo cena, eravamo a casa tranquilli.
Suona il telefono che son passate le dieci. Dado risponde.
“Marco! Ciao! Quanto tempo! Come stai? Ora ti passo Paola, che è già impaziente di salutarti”.

Il nostro amico Marco è sempre pieno di aneddoti, ma non solo. Non posso fare a meno di annotarmi le sue lue lucide analisi delle cose, in cui mi trova molto spesso d’accordo.

“Lo sapevate che i cani finlandesi non abbaiano quando sono in casa, perchè fa rumore e disturba?”, ci racconta. Non è un risultato casuale, ma è frutto di addestramento. Per esempio, tramite l’uso di collarini che rilasciano sostanze odorose sgradevoli per il cane al momento dell’abbaiata. Sempre meglio dei collarini che danno una piccola scossa al cane che abbaia, penso io: addestramento “dolce”.

La migliore immagine che ci ha trasmesso è questa: “Provate a camminare sul pack (il mare ghiacciato dei paesi del nord), fino a raggiungere posti (tipo quel pilone che sporgeva dall’acqua) che d’estate vedevate laggiù verso un irraggiungibile orizzonte. Un’esperienza unica”.
Cerco di immaginarmi un equivalente impossibile: il mare dei topolini coperto da uno spesso strato di ghiaccio. Le boe e gli scogli al largo (che in agosto sbucano dal blu intenso, e che di solito ti guadagni a nuoto) raggiungibili a piedi, cammminando sul bianco. Un effetto surreale.

E per concludere: “Puoi fare un’analisi grande quanto vuoi, ma quello che conta sono i fatti. E l’esperienza. Sperimentare, sperimentare, sperimentare…”

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