Vacanze minimaliste

In questi giorni liberi, alterno i passaggi ai due stagni più vicini, come se fossero nel giardino di casa; in effetti sono raggiungibili con un semplice tratto di tram.
Martedì dunque torno allo stagno di Villa Giulia, quello dove non si può arrivare in bici perchè ci sono le scale, dunque vado a piedi.

Questo è lo stagno per la lettura. Mi sdraio sui massi vicino all’acqua. Servono tre massi grossi per fare un “divano”, ovviamente ad inclinazione variabile, per cui ogni tanto devo far cambio di posizione per non restare incriccolita: sdraiata, seduta o di fianco. A turno.
Questo stagno ha un suono diverso dall’altro (quello di Banne); questo ha il vento a ondate che passa nelle foglie degli alberi; le conacchie, i grilli; le api che ronzano; le rane. E, non troppo lontano, ad un certo punto sento un tonfo, e quello che mi sembra il grugnito di un cinghiale… beh, a quel punto ho deciso di non muovermi per un po’.

lo stagno come vasca da bagno il cielo nello stagno di ninfea in ninfea guardando gli alberi sopra di me

Passano le ore, si avvicina l’ombra e un po’ di fresco. A tratti rarefatti arriva il “blub” di una bolla d’aria che esce dallo stagno, o il “plop” di una ranetta che salta sulla ninfea. Come quella rana che, passando di foglia in foglia, raggiunge l’ultima foglia a malapena sul bordo e, senza volerlo, finisce in acqua, ih ih…

Mi ri-immergo nella lettura. L’autrice racconta di essere in vasca da bagno, anche lei intenta a leggere. Alla fine decide di realizzare una sua fantasia dissacrante. Immerge il volumentto appena finito nell’acqua all’olio di menta. Completamente. Un delitto geniale…

il salto della rana ninfee gialle

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