Una quaglia e dei semi volanti

Sabato mattina, ultimo di gennaio, sono andata in bici buona parte del giorno, nonostante il cielo coperto e freddino. Ho preso il treno per S. Giorgio di Nogaro, e ho pedalato fino a Codroipo (stazione di ritorno), con in mezzo un bel pranzetto: quaglia ripiena di castagne e salsiccia, per contorno cous cous alle fragoline di bosco.

La notte prima avevo sognato di voler raccogliere semi pelosi di tutti i tipi, quelli che volano al vento e si attaccano ai vestiti, per cui nel sogno cercavo tante scatoline in cui accumularli, cercando di averne abbastanza prima che il sogno finisse, altrimenti i semi mi sarebbero sfuggiti dalle mani… e ovviamente il sogno è finito prima che me li potessi portar via.

Però durante il giro in bici ho visto tante piante, alberi, cespugli o rovi, che esponevano i loro semi volanti al vento… come nel sogno!
E così ho cominciato a raccoglierli davvero. La borsa della bici si stava facendo tutta pelo e semi agganciati!
Più andavo avanti, più ne vedevo, tra le erbe a bordo della strada. Arbusti con semi penduli più o meno maturi, verdi o viola; “gattini” pelosi, eliche pronte a cadere vorticando; baccelli pronti a soffiar via il loro contenuto, e così via… Più ne raccoglievo, più mi veniva da ridere!
Sono tornata a casa con una bella collezione.

mattoni al verderame viticcio riccio dentro i semini pelosi corniolo
semi e bacche fasci di legna tagliata quaglia e fragoline campagna a striscie

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