Donne alla riscossa

Ho da poco concluso la lettura dell’ultimo libro di Lilli Gruber, Streghe – la riscossa delle donne in Italia. Il Giovane Holden diceva che un libro che ti è piaciuto è quello che ti fa venir voglia di parlare con l’autore. Allora ho mandato un’e-mail all’autrice con le mie impressioni: e Lilli Gruber mi ha risposto, dicendo che i commenti del pubblico offrono sempre spunti preziosi.

Il pregio principale di questo libro, secondo me, è che si colloca in uno spazio che prima era relativamente vuoto. In Italia negli ultimi tempi non si era ancora visto un lavoro scritto da un’autrice avente un nome e un curriculum come il suo, che fungesse da prima lettura di avvicinamento, da richiamo per un pubblico più ampio nei confronti del tema trattato, un anello di collegamento verso approfondimenti ulteriori.
Di questo, c’era bisogno.
La posizione ricoperta dal dibattito italiano sulle questioni femminili è minoritaria. Lo si è notato anche nel discorso di Napolitano di fine anno: le donne sono comparse solo due volte (la crisi, invece, 13 volte), una come “italiane”, e l’altra come “mamme di tre figli del sud che fanno fatica a trovare lavoro”. E nei libri di filosofia del liceo? Quante sono le donne filosofo citate? Zero!!

Ho apprezzato nel suo libro la presentazione di interessanti casi di carriere al femminile: queste devono essere portate alla visibilità, come modello.
Anche io mi espongo su questo in prima persona, per la diffusione del tema “rosa” nel settore tecnico. Mi piace presentare la mia esperienza positiva alle studentesse delle scuole superiori, prima dell’iscrizione all’università. La scelta del percorso formativo è il primo momento in cui si verifica il crollo della partecipazione femminile al settore tecnico, per motivi culturali. Quando leggo i curriculum vitae dei candidati che cercano lavoro, vorrei trovare un numero di donne ingegnere che si rivolgono all’industria che non fosse infinitesimale…

Intanto, da Washington, arrivano segnali positivi. E’ dedicata alla parità salariale e ispirata a una lavoratrice di nome Lilly la prima legge che porta la firma del presidente Barack Obama: il testo mira a facilitare azioni legali da parte delle persone discriminate sul lavoro. In media infatti le donne negli Stati Uniti sono pagate il 23 per cento in meno degli uomini; e quelle appartenenti a minoranze etniche ancora di meno.

aria fresca

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