Alla ricerca della cisterna di Repen

Stamattina c’era sole, il sole della domenica. Scelgo un punto sulla cartina del Carso: la piccola macchia azzurra indicata come “cisterna” nei pressi di Rupinpiccolo, un posto mai visto tutto da trovare. Quindi: attrezzatura invernale da bici al completo, salire sul tram, e via!

Passo alla polisportiva di Opicina, dove Dado ha in programma tre partite di hockey: arrivo giusta giusta per vederlo segnare un bel gol dall’angolo di fondo campo! Saluto i miei tra il pubblico, e a fine partita riparto. I residui di Bora pungono sulla faccia, ma si va avanti.

Arrivo a Rupinpiccolo, e la ricerca comincia. Chiedo informazioni sui molteplici sentieri che portano verso il monte Lanaro. Ne percorro una parte, mi arrampico un bel po’. Trovo una coppia di cavalli bianchi; delle piccole distese di neve; dei gruppi di ciclisti con il casco integrale che si dedicano a far salti.
Dopo un paio d’ore e diverse deviazioni e riprese di percorso, non ho ancora trovato nessuno che sappia niente della cisterna… La parte più alta del sentiero 24 sul Lanaro è ampiamente ghiacciata, non si riesce a continuare, torno a Repen e pranzo in osmizza (salsiccia cotta nel pane e verdure in agrodolce, yumm!).

mantovana di ghiaccio

Anche se dopo pranzo potrei tornare a casa, non mollo e ricomincio la ricerca dall’altro lato ancora per un po’. Arrivo all’ex poligono di tiro, sotto il Colle dell’Anitra: lì c’è un bambino piccolo che fa scoppiare petardi e girandole, controllato a vista dal padre che mi sa dire qualcosa. “Lo stagno-cisterna è un abbeveratoio naturale, dovrebbe essere laggiù, sotto il colle; se ha freschezza, può cimentarsi sul sentiero innevato dietro gli alberi, non manca molto”. Ormai ho lasciato la bici, il percorso scivoloso non la permette, e proseguo a piedi.

Eccolo qua: l’acqua in questa conca è tutta ghiacciata. Sarà questo lo stagno-cisterna, o è una zona gelata casuale? Possibile che quando sembra di essere arrivati alla meta, il mistero della cisterna di Repen ancora mi sfugga?…
E invece no: mentre cammmino sul ghiaccio che scricchiola, lungo il perimetro della pozza, comincio ad intravedere delle foglioline verdi nel bianco, delle piante acquatiche ibernate sotto il pelo della pozza… Sono loro! Le riconosco! Le esplorazioni di stagni fatte in passato mi danno i riferimenti.
Anche quando il freddo e il ghiaccio mimetizzano il paesaggio, i cicli biologici continuano. Lo stagno, d’inverno, è ancora vivo.

bollicine Palla in bici a gennaio bolle d'aria la strada verso il Lanaro
la cisterna di Rupinpiccolo ice texture piante acquatiche strada carraia

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