Crociera doppio mondo

Lo scorso lunedì mi sono imbarcata su una nave da crociera per lavoro, e ci sono rimasta per tre giorni. Il tempo libero non era molto, ma ho potuto comunque vedere le due facce della città viaggiante.
Una faccia, situata ai piani alti, era quella del lusso. Tredici ponti tutto vetro e relax, ascensori con vista mare contemporanea alla vista sulla hall, con pianoforte e voce tutto il giorno, oltre che teatro, negozi dell’oro e della pelliccia, e numerose soluzioni fitness e benessere. Sala massaggio, agopuntura, sauna, palestra col tapis-roulant per correre e guardare, davanti a sè, il mare fuori dal vetro. Quanti lettini sdraio e attrezzi palestra vuoti! Solo un’orda di esagitati del wellness avrebbe potuto occuparli tutti, ma non so dov’era, dato che mi parevano più frequenti gli anziani non deambulanti sulle sedie a motore comprese nel servizio.
Un’altra faccia, brulicante come un formicaio, era invece attivissima ai piani di sotto, lato cucina, refrigeranti, carico-scarico e motori. Questa era la parte riservata all’equipaggio, in cui per lavoro potevo passare. Appena superavo una porta “restricted access”, si apriva il mondo sotterraneo multietnico, che pareva quello di una metropoli di blade runner. Nei labirinti del sotterraneo mille scale mi sono persa molte volte, fino a trovare definitivamente il modo di orientarmi qualunque fosse la porta ad accesso limitato che usavo per entrare nell’altra dimensione.
Ai piani di sotto, numerosi cartelli ricordavano all’equipaggio che portare i turisti dal lato a loro vietato avrebbe potuto comportare un richiamo pesante fino al licenziamento.
Tornando al piano di sopra, si poteva vedere il personale di servizio in azione: addestrato a mettere a proprio agio gli ospiti, riusciva perfettamente nell’intento di costruire un clima di apparente confidenza; ti guardava negli occhi come se ti conoscesse da anni, ricordava il tuo nome e le tue preferenze quasi prima che tu gliele dicessi, e superava in cortesia tutti i commessi triestini che cadono nell’uso del “volentieri”e del “no se pol”.

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vista sulle onde dall'ascensore vista sulle onde dal tavolo di ping pong cruising underdecks cruiselabyrinth

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