Cartelli stradali messi a caso

Sabato mattina ho finalmente ricominciato i giri in bici in regione. Aspettare la fine della pioggia nei fine settimana precedenti mi ha fatto sentire in apnea; ora si respira.
Ho fatto tappa col treno a Cervignano: appuntamento da Marco, amico di Emilio, a cui ho portato la scorta di inviti-segnalibri per la prossima mostra di febbraio.
Poi ho pedalato presso i vigneti di Scodovacca, terra del Refosco. Chissà perchè alcuni filari di viti avevano ancora l’uva su, con gli acini secchi, o solo i raspi a vista, come una serie di reticoli neri che hanno ignorato la vendemmia.
Il resto è stato un tour tra la nebbia e il verde, anche dieci chilometri di nulla, da Fuimicello a Fossalon, prima di tornare indietro con l’altro treno di Monfalcon.

Al pomeriggio ho fatto un pisolino; prima di addormentarmi, avevo delle visioni. Vedevo la strada tra i campi, e i cartelli “Fiumicello-inizio” o “Fiumicello-fine” che si alternavano sconclusionati (come in effetti erano, durante il giro della mattina). Vedevo la strada ancora da percorrere davanti a me, che aveva una lunghezza indefinita, e si dilatava il tempo che mancava alla stazione. Come nella realtà. Come in un sogno.

Solosport Il salto della vendemmia Isonzato verde e nebbia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.