-195,82 °C

Oggi ho utilizzato l’azoto liquido senza problemi. Le prime volte mette soggezione, ma adesso ne conosco i rumori. E la sequenza di applicazione delle multiple sicurezze che son presenti sui recipienti in pressione, complessi.
Quando si apre la valvola del liquido sul recipiente in pressione, per prima cosa il gas comincia a riempire il tubo flessibile, che si muove come una biscia. Poi il flessibile comincia a scricchiolare come un ramo secco… è arrivato il liquido, il tubo si ricopre di ghiaccio, e poichè si muove ancora, il ghiaccio si rompe in numerosi scricchiolii che danno soddisfazione: l’azoto liquido passa. Il tubo diventa bianco, ricoperto di cristalli che continuano a crescere sopra la biscia. Il vapore condensato sale dall’imboccatura del recipiente di destinazione (un dewar da un litro); il vapore che sale è visibile solo perchè è condensa dell’atmosfera (l’azoto gassoso è trasparente), e forma una colonna abbastanza alta che poi scende a riccioli come un fungo. Fischia, il fluido che esce, quanto ce ne sarà nel dewar?
Ora so anche riconoscere il momento in cui il dewar è pieno: non è facile, non si può guardare da vicino, non serve inserire sonde perchè la loro superficie si ricopre di vapore che non bagna. Quando il livello del liquido è alto abbastanza, l’ebollizione del pelo è osservabile, piccole bolle di liquido schizzano fuori dal dewar come diavoletti impazziti, come una Notte sul Monte Calvo.
Infine, si mette il coperchio al dewar. Ma il coperchio non sta fermo, balla il tip-tap, saltella perchè qualcosa bolle in pentola. Ci vuole un peso: un bel peso da mettere sopra il coperchio, così finalmente sta buono.
Le basse temperature scottano.
chiara dolce erba rosa-rouge1

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