Frammenti di Lille allo specchio

Nel fine settimana scorso, tra una scena del matrimonio e l’altra, abbiamo girato Lille in modo abbastanza casuale.
Quali sono i modi tipici per fruire una città come turisti?
Uno di questi è fare foto alle forme architettoniche tipiche del luogo. Sulle vie pedonali del centro storico di Lille, si allineano casette da città del nord: tetti a punta, geometrie di mattoni, stretti edifici aggiunti in mezzo agli altri preesistenti.
Altra classica esplorazione è quella culinaria. Dove ci portava il naso? Dove c’erano le gauffres: cialde alle fragole, alla crema di marroni, al cioccolato fondente… (Dado goloso!)
Come terza ovvietà, abbiamo approfittato dei negozi per lo shopping. Roba per nulla tipica da parte nostra, a dire il vero: succede solo tre volte all’anno!

Eppure…
Qualcosa di più personale ci doveva essere.

La luce in una camera al piano alto: il pomeriggio al morbido tra i grattacieli.
Il cambio di lingua al ritorno dalla Francia a Treviso: improvviso senso di confidenza con il conducente e la banconiera italiani.
E i riflessi sulle superfici dei palazzi di vetro o di rame. Nubi che corrono, squarci di sole. Finestre quadrate che fanno le pance e le onde. Noi specchiati vicini e lontani: un’ora di gioco a foto alterne (brrr… rubami la macchina fotografica!!).


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