un altro giretto in Olanda

Se dico Olanda, sapete già cosa intendo: hockey!
Sono ancora una volta nelle terre basse, precisamente a L’Aia, dove si tiene il campionato mondiale di hockey su prato 2014.
Non mi sono fatto scappare l’occasione e sono riuscito a trovare i biglietti per le finali, che fra qualche ora cominceranno. Inoltre ho avuto il piacere di rivedere John e Fabiana (che festeggia il decennale del suo arrivo in Olanda), il mio amico Juan (allenatore argentino di Villafranca) e il mio compagno di squadra Jorn.

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scoprire giochi e usare frasi nuove

Diego è nel pieno di una fase di ulteriore evoluzione, del linguaggio e dei movimenti. In asilo sta imparando a fare le corse “pronti… via!”, i salti e le capriole, rotolarsi “pancia su e pancia giù” e continua l’allenamento a casa, correndo da una parete della cucina all’altra o lungo il corridoio con grande allegria. Si diverte anche a lanciare una palla e corrergli dietro, meglio con una di quelle più rovinate che saltano in maniera disomogenea e fanno ancora più ridere!
Ieri sera ha voluto che papà tirasse fuori, dall’angolo dove era riposto, il suo bastone da hockey, che, purtroppo, sta facendo le ragnatele… però quell’aggeggio era troppo grande per Diego, quindi papà Davide ha tirato fuori il bastone formato mignon che stava nell’armadio ad aspettare l’occasione buona per farsi conoscere.
Mentre papà rovistava tra le sue mille robe nello scaffale, Diego ripeteva “Non si tòva batòne…”. Appena tirato fuori l’oggetto, il piccolo hockeysta ha subito capito cosa farci, e ha copiato i movimenti di papà e mamma per passarci la palla tra noi! “Trovato batòne papà!”
Oltre a copiare i movimenti con i suoi neuroni specchio, è molto attento a memorizzare e imparare tutte le nuove parole e frasi che sente. E poi ricombinarle insieme, con grande sorpresa di genitori e nonni… per esempio ti dice, con lo stesso tono che ha sentito usare, cose tipo
“papà guarda colombo*… hai visto colombo?”
“hai capito? ho capito!”
“esatto!”
“il colombo* vava via… il camino non vava via…”
“oggi no c’è Niccolò… domàaaani…”
“dov’è macchina papà?… oggi no macchina mamma… oggi guida papà!”
(*i colombi sono un soggetto che lo diverte molto; li osserva dalla finestra, li fa scappare quando li vede).
Ieri pomeriggio, nonna Luisa e nonno Giordano lo hanno portato a fare un bel giro in Villa Revoltella. Al ritorno, nonno ha avuto un momento di difficoltà ad aprire la carrozzina, che aveva il movimento un po’ incastrato.
Al che, Diego guarda nonno Giodi e, candido come tutti i bimbi, dice “nonno, ce la fai?”

Il vantaggio di saper suonare

Stanotte Diego si è svegliato per la sete e il raffreddore, ed è stato attivo per due ore con tanta voglia di giocare sulla sua nuova cucinetta.
Abbiamo fatto una eccezione alla regola e per cercare di rilassarlo lo abbiamo portato nel lettone.
Nel silenzio della notte, Diego era in piena vena chiacchierina.
“Non c’è luce, è buio!”
“Non c’è sole, c’è la luna!”
Col suo fedele strumento musicale in mano, deliziava la nostra voglia di tranquillità strimpellando sulle piccole corde.
“Diego suona la chitarra, hai visto?”

Il regalo più bello

Diego ha imparato a cantare. Sa intonare la voce e sa dare il ritmo giusto alle parole. Ho scoperto oggi quanto gli riesce bene, quando al mio ritorno mi ha fatto la sorpresa di cantare insieme a papà Dado: “tanti auguri a teee…”

Quattro parole di seguito

Giorno dopo giorno, Diego sta diventando sempre più una “masineta”.
Chiacchiera, commenta quello che vede, e passa dalle parole singole alle frasi.

Oggi, nella sua solita vena descrittiva, ha seguito passo passo le fasi della vestizione di papà Dado, e ha concluso soddisfatto ribadendo “cravatta“.
L’altra settimana mi ha raccontato di aver visto, la mattina, “nonno….nonna…. moto… casco” (e posso ben dire che era una storia vera: li ho visti anche io, i nonni sprint, che ci hanno salutati a cavallo della moto).
Sabato si è pizzicato il dito con la molletta del bucato; colto dalla sorpresa, invece di dire aaaaaaah, ha fatto partire l’allarme: “male-male-male!”
Da un po’ di tempo, ora, Diego gioca a cucù con i suoi pupazzetti. E mentre li nasconde, crea mistero con il suo mantra: “Dov’è? Dov’é?”
Plurali e articoli entrano nel suo vocabolario. Un mattoncino verbale dopo l’altro, cercando i suoi giochi, Diego questa mattina ci ha deliziati con: “Chitarra… Chitarra… Dov’è la chitarra?”

p.s. Dado dice che non sa disegnare. Ma quando Diego glielo chiede, è dimostrato che sa anche fare un bel ritratto di mamma e papà!

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Il sole, in Finlandia, è diverso

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Ancora un giorno nelle terre del nord, e poi sarò a casa.
Ieri ho cambiato città, e ho visto un po’ di campagna finlandese durante il percorso da un posto all’altro.
Nel tardo pomeriggio, la luce era tiepida e il tramonto colorava la striscia chiara all’orizzonte. In certi momenti, sbucava un sole pungente tra gli alberi. I miei occhi non erano abituati ai raggi orizzontali, e dovevo farmi schermo tutto il tempo con la mano. Credevo che quella luce crepuscolare sarebbe andata via subito, invece il tramonto è durato tre ore. Il sole è rimasto fisso in basso come se volesse restare fermo!
Tra i campi e i laghetti coperti da un sottile velo di ghiaccio, comparivano ogni tanto delle serre, illuminate dall’interno da una luce arancione artificiale. La stagione agricola è brevissima, mi hanno detto qui, corrisponde praticamente alla sola estate.

Oggi ho avuto un’oretta libera, e ho fatto un po’ di spese girando attorno per qualche isolato. Non c’era molto traffico, sulle prime volevo attraversare la strada in un punto qualunque, ma poi mi sono detta: se non passo regolarmente sulle striscie, qua mi prendono per un marziano.
Poco più avanti, una mamma in bici portava in giro il bimbo sul seggiolino, e sfoggiava il caschetto d’ordinanza abbinato al caschetto del suo bimbo. Dall’altro lato, un papà spingeva la carrozzina col bebè a passo svelto, e mi sembrava del tutto disinvolto.

Qualche albero ha cominciato a far le gemme, ma nei prossimi giorni sembra che tornerà la neve. Mi hanno detto, con l’idea di farmi cosa gradita, “Se avrai fortuna, forse la vedrai già domani“.

Priorità

Dopo cena, Diego vede una mela sulla tavola della cucina, e comincia a chiedere a gran voce: “Mela, mela, mela…”.
Paola ne taglia uno spicchio, e lo consegna al piccolo, che con gran gusto comincia a mordicchiarlo. Nonostante che la cena fosse stata consistente…
Poi Diego si avvicina al riccio-a-dondolo, ci si appoggia, si gira verso di noi e dice “Lom!” che è il nome che Diego ha dato al suo Erinaceus europaeus.
Di solito non lasciamo che Diego mangi mentre dondola sul riccio, quindi diciamo “prima finisci la mela, poi andiamo sul riccio…”.
Diego dà un ultimo morso allo spicchio di mela, va in cucina, appoggia il resto al tavolo, mostra le manine vuote, e candido torna dal riccio, come a dire: “Ehi, ho finito, adesso mi metti sul Lom?”