La cena interpretata da Diego

“Sai cosa sono questi pezzettini bianchi? 

Sono pezzettini di riso bianco. Perché il riso bianco è piccolo, è appena nato! 

E sai come cresce? Cresce dentro la mia bocca! Cresce pian piano, poi si sputa, ed esce. 

Tra un po’ di giorni lo vedrai, vedrai che è grande. Cresce come il basilico!”

Ottanta libri in tre anni

I nostri gusti in materia di racconti per bambini sono molto precisi ed esigenti. Poiché Diego ci chiede di leggere insieme i suoi libri più e più volte, la lettura deve appassionare anche noi, altrimenti tornare molte volte su un passaggio che ci annoia è un tormento. L’ultimo arrivo è stato un gran successo, una raccolta di fumetti della Pimpa di novanta pagine, che Diego ama sentire tutto di fila per due volte consecutive. Le storie quindi si misurano nella loro freschezza e simpatia anche dopo il centesimo ripasso. Le librerie del centro si classificano, secondo noi, per l’attenzione nelle scelte della sezione per l’infanzia. Se non troviamo vicende allegre che ci piacciono, ce le scriviamo e disegniamo da soli a partire dai giochi che Diego inventa.

Giovedì pomeriggio passo velocemente alla Minerva, dove so che a colpo sicuro posso trovare i libri della collana da noi preferita: “Le due lune“. Supero rapida la sezione su cui di solito mi soffermavo, quella dei saggi-mattone. Mi accorgo che, sin da questa primavera, la mia ora di lettura mattutina in bus è stata del tutto spodestata a favore dal ricamo. Alla cassa trovo un mio vecchio compagno di studi e posso indugiare in chiacchiere. “Secondo te, per capire se sono ancora un lettore forte, posso contare anche i libri per bambini che leggo insieme a Diego?”, chiedo mentre gli passo due storie di Pimpa e di Giulio Coniglio. “Conta tutto, conta tutto”, risponde lui.

  

Tre giorni a casa

Agosto, caldo torrido. Fuori casa, cammino al rallentatore; dentro casa: febbre a trentotto. 

Ok, mi fermo. 

Poi, un po’ alla volta mi riprendo, e vengono quei giorni in cui resto sola a casa ed il tempo è così lento che sembra incredibile avere così tanto spazio per pensare. E vorrei cominciare a fare qualcos’altro, proprio nel momento in cui devo ancora riposare. 

È un buon segno, vuol dire che sto meglio. Vorrei costruire, costruire qualcosa che si veda… Non c’è niente di meglio che prendere un filo colorato, uno dopo l’altro, avanti così, tutto il giorno… 

Ho iniziato il primo giorno di primavera, comprando un metro di tela, disegnando una storia che passava in una sola striscia dal giorno alla notte. All’inizio speravo di finire tutto il ricamo entro la fine dell’anno. Ora so che ci riuscirò sicuramente: sono a buon punto…

    

Priorità 

Passeggiamo insieme, ieri pomeriggio. 

Centro città, sole caldo e voglia di un po’ di frutta. 

Entro in un baracchino piccolissimo, di quelli che neanche ti muovi tra tutte le ceste stipate di ortaggi. Dado resta fuori, Diego mi segue, però quando esce, una cassetta di frutta lo intralcia e… patapumfete! Rotola giù sul marciapiede, per fortuna con le mani davanti. Un attimo dopo è in braccio a Dado, ed esprime forte la sua delusione: “uaaaaaaaaah!”. Io controllo le ginocchia… non sono graffiate, bene. La signora che lavora nel botteghino vuole consolarlo: “vieni dentro a vedere come faccio i succhi di frutta?” E Diego risponde: “Dopo, quando ho finito di piangere”. E ricomincia: “Uaaaaaah!”