Oggi ho finito un libro che mi ha veramente molto appassionato.
E’ un saggio di sociologia sui rapporti dinamici con cui le minoranze affrontano la loro condizione e i rapporti con le maggioranze che stanno in posizione di vantaggio.
Si chiama “Coping with minority status: Responses to Exclusion and Inclusion”
Il testo procede su capitoli diversi dedicati a situazioni molto varie, ciascuno leggibile come uno studio a sè, eppure ben collegato poi nella visione d’insieme.
Ne ho tratto diverse chicche che vale la pena citare.
Oggi comincio con questa.
“La ricerca nel campo delle giustificazioni che un sistema si dà, ha messo in evidenza come la gran parte delle persone che appartengono ad un gruppo svantaggiato (nel testo sono citati gli esempi degli afroamericani e delle donne), spesso hanno internalizzato le ideologie con cui il sistema giustifica sè stesso, come ad esempio l’individualismo o la meritocrazia: per questo, credono che chiunque possa avere successo nella società, e che la soluzione alla loro condizione di svantaggio stia nella mobilità individuale.
Dunque, anche se un certo numero di mobilitazioni sociali ha origine all’interno di questi gruppi di minoranza, molti altri membri di questi stessi gruppi non percepiscono l’ingiustizia che di fatto è in essere verso di loro, non si battono per il cambiamento sociale, e quindi non costituiscono fonte di influenza o interazione verso il cambiamento.
E’ invece noto e ben documentato quanto le minoranze attive possano avere influenza sulle maggioranza, per far riarticolare la posizione di svantaggio o vantaggio reciproco.”