Sabato pomeriggio, sul tardi, mi viene improvvisamente voglia di mollare la città, di imbucarmi nella natura.
Ho solo un’oretta, eppure c’è ancora un po’ di luce.
Salto sul bus.
Smonto sotto campo Cologna.
Ciao, stagno.
Al parco di Villa Giulia si sente solo il rumore del picchio, e delle foglie che cadono ogni tanto.
Lo stagno grande è prosciugato in parte; lo stagno piccolo, solo zolle.
Però dietro la schiena si sente il rivolo d’acqua: la cascatella che scende la parete di roccia è ancora un po’ attiva.
Nella luce bassa del crepuscolo, oltre alla luna, occhieggia qualche foglia rossa, qualche foglia gialla. Ancora solitarie, per il momento.



