Bicitinerario della scorsa settimana, in tre tappe

Prima tappa: dopo il treno Padova-Calalzo e il bus Calalzo-Cortina, comincia la ciclabile “Lunga via delle dolomiti”, sulla ex ferrovia a scartamento ridotto.
La via segue dall’alto il fiume Boite, e partendo da Cortina, passa per San Vito, Borca di Cadore, Vodo di Cadore, Valle di Cadore, Tai di Cadore, Pieve di Cadore, per un totale di 37 km, molto panoramici e tranquilli perchè quasi interamente su pista separata dal traffico.
Nello stesso giorno, al pomeriggio, ho proseguito la discesa fino a Longarone, scendendo lungo il Piave sulla strada asfaltata vecchia denominata “Allemagna”. La strada ormai è poco usata, i paesi semivuoti, la vertigine sulla valle a tratti è marcata, e l’itinerario è troppo solitario. Eppure ricordo con emozione questi tratti meno facili. Il percorso attraversa Perarolo di Cadore, Macchietto, Ospitale di Cadore e Castellavazzo. C’è un errore nella piantina Tabacco 21 che copre questo tratto: sulla mappa la parte finale della strada vecchia sembra mancare, e invece c’è. C’è quasi sempre, una strada vecchia.

palla a padova padova, scorci padova, scorci la casa natale del Tiziano
una tisana al caffè tiziano vista sul lago di pieve di cadore inizio pista ciclabile a Cortina i colori dei monti
i colori della montagna
scorci delle dolomiti i colori del bosco bosco sopra san vito di cadore
sottopasso della ex ferrovia delle Dolomiti
stazione storica restaurata com'era il treno delle dolonmiti la lunga via delle dolomiti

Seconda tappa sulle cartine Tabacco 12 e 24.
La ciclabile del Piave che fa perno su Ponte nelle Alpi è segnalata sul web al sito piste-ciclabili.com. Il commento al tratto descritto a questo link è corretto: seguire alla lettera le indicazioni ha funzionato. “Una volta arrivati a Soverzene, anzichè spostarsi sulla destra Piave, oltrepassando lo stretto ponte con semaforo (a senso unico alternato), proprio prima del ponte, si entra nella zona dell’opera di presa della centrale elettrica.
La zona d’ingresso è molto suggestiva, con un tratto di circa un chilometro che passa fra gradoni, ponti a sbalzo sul Piave ed una bella galleria (forse meglio percorrerla a piedi….non è molto alta…) terminato questo tratto si è sul greto del Piave, e si corre fra bassi cespugli e qualche alta conifera, si costeggia il canale denominato Cellina, che porta l’acqua del Piave dentro il lago di Santa Croce
“.
Quindi, ho potuto passare di nuovo una mattina su percorso adatto ai ciclisti, e un pomeriggio di compromesso su strada asfaltata. Questa volta non semideserta, bensì un po’ più trafficata: la strada del Fadalto. Ha una nomea negativa, perchè è amata dalle moto, mentre le auto si sono trasferite sulla autostrada che deturpa il paesaggio con immensi piloni. Eppure sarebbe una discesa così bella… Si passa dal lago di Santa Croce alla Sella del Fadalto, si vede molto dall’alto il lago morto e si può scendere più da vicino a visitare il piccolo lago del Restello. A quel punto non manca molto a Vittorio Veneto.

galleria della ex ferrovia delle Dolomiti vista sul Piave palla sul Piave vista sul mosaico della centrale di soverzene
la galleria dietro la centrale di Soverzene il Piave dietro la Centrale di Soverzene passaggio per bici dietro la Centrale di Soverzene cosa si dice della strada del fadalto

la terza tappa è stata più un esercizio di stile. La apparente pianura è stata in realtà resa lenta dalla presenza del vento fisso.
Per evitare le strade principali, si può fare uno slalom per i paesini che allunga non poco il giro. Eppure il segmento sul Livenza non è percorribile lungo argine: gli accessi a fiume in realtà non ci sono.
Ecco quindi che sono passata per Anzano, Cappella Maggiore, Cordignano, direzione Sacile, passaggio a Vistorta, e poi direzione Brugnera. Si prosegue per Francenigo, Calderaro, Albina, Campomolino, Portobuffolè, Rigole, Basalghelle, Mansuè, Fossabiuba, Navolè, Meduna di Livenza. E lì c’è il ponte sul Meduna, dove ho voluto evitare la strada nazionale 53, piena di camion. Ecco che è iniziato il zig-zag allungatoia, per Brische, Pozzo, Mure, Frattina, Pravisdomini. Il ritorno sulla strada nazionale 53 diventa fattibile ad Annone Veneto, perchè c’è una ciclabile separata a bordo strada. Perlomeno, fino a Pradipozzo. Dove si può deviare a destra e lasciare di nuovo la strada nazionale, per imbucarsi verso Summaga, ed entrare a Portogruaro di nascosto, non visti dalle grandi direttrici, quasi dietro la ferrovia.

percorso del giro