Difficilmente classificabile

Durante i giorni della mia vacanza in montagna, ho ricevuto questo messaggio da una amica: “Che scelta particolare la tua Pasqua solitaria in bici!“.
Particolare, pensavo io?
Perchè?

Il sabato mattina a Padova, prima di prendere il treno per Calalzo, ho fatto una breve tappa al Museo Civico di Palazzo Zuckermann, che ospita le collezioni di arti applicate e decorative, e un grande numero di monete d’epoca. I custodi (che forse non avevano altri visitatori) tentavano tutto il tempo di attaccarmi bottone; la responsabile del museo mi ha addirittura detto: “Lei è una ricercatrice?“.
Non mi aspettavo questa domanda, dal momento che avevo visitato l’esposizione relativamente in velocità. Forse per loro qualcuno che entra in un museo civico sotto le feste non può che essere un raro appassionato del settore.

Domenica, mentre pedalavo sulla Lunga via delle Dolomiti, una ragazza del posto (anche lei in bici), che cercava sua sorella, mi ha domandato come prima cosa: “Parla italiano?“.
Cosa avevo addosso che non mi rendeva una tipica italiana?
Le borse da bici attaccate al portapacchi?
Quelle che spesso usano i turisti tedeschi?

A dire il vero, anche io, mentre sbuffavo sulla bici verso Pieve di Cadore, e per sbaglio ero finita in una galleria molesta e rombante dell’eco delle auto (avrei poi scoperto che poco sopra c’era una comoda ciclabile alternativa a quel tratto trafficato), mi sono domandata cosa ci facevo lì, e se oltre a me esisteva qualcun altro che avesse tendenze ad imbucarsi in posti non necessariamente adatti alle bici.
In quel momento (forse più per consolarmi) mi sono ricordata di chi mi ha ben che preceduto nelle pedalate smaccatamente esplorative.
E qualcuno ha pure coniato un nome per i giri fatti in quel modo.
Un nome valido tanto più se si parte da Trieste.
C’è chi le chiama “Rumizade“…

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planisfero arabo del 1559 - parziale planisfero arabo del 1559 - l'europa