Questa domenica ho preso il tram, e sono andata su per le alte.
Lo stagno di Repen era solo una tappa del pecorso, ma alla fine ci sono rimasta per ben due ore.
In simbiosi con il laghetto, ascoltavo i micromovimenti dell’ambiente.
La superficie dell’acqua era tutta gelata, con bolle d’aria che si muovevano, di sotto.
Probabilmente il ghiaccio permanente muta ogni mattina sciogliendosi un po’, e si riforma la notte. Approfittando di questo respiro del freddo, le foglie cadute sul ghiaccio scavano giorno dopo giorno il proprio solco, sprofondando lentamente in uno spazio adatto alla loro forma.







