Di nuovo in volo (ma per poco)

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Oggi ho preso l’aereo, con destinazione Atene via Monaco, per una tappa di un giorno e mezzo. Erano sei mesi che non viaggiavo per lavoro, e probabilmente nei prossimi tempi la media delle trasferte non aumenterà.
In questo periodo il mondo attorno a noi sembra cambiare abbastanza velocemente. Forse si riescono ad osservare delle differenze già rispetto a sei mesi fa.

Appena arrivo in aeroporto a Ronchi faccio la mia consueta tappa al bagno delle donne per il trucco. Di solito incontro sempre diversi colleghi, per cui anche se mi muovo da sola preferisco mantenere uno stile formale. Questa volta, però, la precauzione trucco è risultata superflua. Appena entro nella sala d’imbarco, non trovo nessuno che conosco, neanche di vista. E devo dire che, come ulteriore differenza, mancano quasi del tutto i viaggiatori di tipo “business” (solitamente, sono la maggioranza in orari settimanali), quelli inconfondibili per l’abito scuro e le valigie leggere. E’ evidente l’impatto di recenti direttive aziendali (di cui ho sentito l’effetto anche io) che impongono la riduzione drastica delle spese di viaggio.
Questo però non significa che il volo sia vuoto. Molte persone vestite in modo informale sono presenti, e (ulteriore cosa insolita), più di metà sono donne, sole, o accompagante da bambini piccoli (una novità più marcata, fuori dal weekend).
Alcune fanno conoscenza tra loro. Una donna che sento essere perfettamente bilingue, dice alla vicina in un italiano appena segnato da un “duro” accento, che sta sta andando in Austria dai genitori.
Io mi domando quale sia il tipo di viaggiatori che ha fatto massa oggi, al posto di quello che tipicamente incontravo sei mesi fa.

Prendo due quotidiani, si decolla.
Leggo dati ISTAT su Repubblica. “L’italiano medio è donna“. “Nelle famiglie italiane, amanti della buona tavola, resiste una <<cucina di casa>> del tutto scomparsa in molti paesi d’Europa“.
Fuori dal finestrino, il paesaggio è imbiancato di neve. I laghi sono coperti da un foglio di ghiaccio che ogni tanto concede qualche crepa elegante.
“Violenza in Egitto“. La foto sul Financial Times mostra carri armati, grosse pietre in volo sopra le teste di manifestanti. La didascalia le chiama “volleys of stones“. Fino a ieri, la parola “volley” per me era stata associata solo allo sport.

Sbarco a Monaco, controllo come prima cosa il pannello degli orari per il volo successivo. Ho due ore di attesa, posso stare tranquilla.
Un unico volo della lista lampeggia, diverso dagli altri, perchè cancellato. E’ quello che avrebbe portato al Cairo.