L’altra mattina sono stata al Catasto, a vedere le piantine storiche dell’appartamento su cui abbiamo puntato la nostra “bandierina”.
Devo dire che la piantina del ’73 (realizzata a penna su carta millimetrata trasparente, con tratti non rigorosamente paralleli) era palesemente stata ottenuta ricalcando da un disegno precedente (magari quello del Tavolare).
La migliore mappa, invece, è quella del progetto costruttivo di origine depositato nel 1904 all’Archivio Tecnico del Comune: quelli sì che erano disegni!
Quando mi stavano consegnando la visura catastale storica, allo sportello vicino a me si è svolto questo scambio di battute. Un tipo si avvicina a un addetto (forse di sua conoscenza) saltando la fila:
A: ciao, scusa, posso chiederti una cosa?
B: sì, ma non con quel tono!
(tutti si voltano con sguardo di riprovazione per il richiedente, che in realtà aveva un tono normale, ma ormai era stato messo sotto la lente d’ingrandimento)
A: ti ho portato questa carta…
B: sì, ma no pianzer!…
(a quel punto “A” non ha più provato a dire altro, tanto ormai la stigmatizzazione era fatta…)
Chissà quante ce ne sono, di formulette come queste che sanno mettere in soggezione, nel repertorio di chi lavora allo sportello!

