Domenica scorsa, dopo la visita al parco di Arboretum, siamo andati a fare una breve tappa a Lubiana. Eravamo Ambra, Luisa, Giordano ed io, oltre a tutta la comitiva degli amanti di funghi che è sciamata per le vie del centro.
Siamo andati a visitare il castello appena ristrutturato: ottima impressione, giovane ed antico insieme!
A Lubiana abbiamo scoperto dei dettagli che ci ricordavano la Trieste d’altri tempi, come le cornici in legno per le vetrine dei negozi storici (che da noi sono rimaste quasi solo da Toso e Cesca) e le viuzze pavimentate in porfido, inerpicate per il colle. Il bello è stato trovare questi dettagli mescolati con il fresco rinnovamento di una capitale recente: le ragazze che scorrono in roller, gli infiniti portabici, e le soluzioni di riparazione del castello (cavi d’acciaio leggeri, anelli blocca pietra e altri dettagli che mi divertivo a scovare con Giordano).
Nei mei sogni, i cloni delle veline che si vedono sotto casa da “Zampega”, vengono improvvisamente trasformati da un vento d’Europa, che teletrasporta qua vicino il bar del castello di Lubiana con tutto il suo seguito: sotterranei in pietra e ferro battuto, mostre d’arte contemporanea e catenelle di margheritine…











