Finora Diego era abituato a firmare i suoi disegni con una serie di cinque-sei cerchietti: il suo nome era un elenco di simboli tondi; cosa ci si dovesse mettere dentro, era ancora da venire.
Oggi siamo andati a mangiare la pizza, e come sotto piatto Diego ha ricevuto un divertente foglio da colorare con i pennarelli.
Davide gli ha buttato lì un: “scrivi il tuo nome”.
E Diego, di punto in bianco, lo ha scritto. Non gli abbiamo dato riferimenti. Solo la “G” stava in uno spazio incerto della sua mente, forse per questo Diego l’ha abbozzata a semi cerchio al di sopra della riga su cui stava scrivendo, non dopo le altre lettere, e poi ha detto “la G è difficile” (mentre continuava poi con una “O” distanziata, aggiungendo che “la O è facile, è un tondo!”).
Allora gli ho mostrato in un angolino come era fatta la G, proponendogli di riscriverla nello spazio lasciato libero nel suo nome.
E lui ci ha riprovato.
