Cambio di passo

torta di compleanno

Lo scorso weekend, Diego ha avuto la sua prima festa con gli amichetti.
Oltre ai grandi (cioè i nostri amici) che erano venuti in osmizza a festeggiare il compleanno di Diego, c’erano anche tre bimbi quasi coetanei di Diego, e il loro momento è arrivato quando ci siamo riuniti in una saletta interna dell’osmizza, tutta per noi. A centro sala, i bimbi scorrazzavano liberi, e si rubavano i giochetti a turno. Diego non sa ancora bene cos’è una festa, ma il momento su misura per lui lo ha avuto, con i pacchi da scartare e le scatole o gli incarti rumorosi da cosiderare un gioco di per sè.

Dal compleanno in poi, Diego ha moltiplicato gli esercizi per l’equilibrio.
Qualcuno ci racconta di bimbi che partono e via, ma secondo me iniziare a camminare non è necessariamente una conquista improvvisa, magari è un processo graduale che va per piccole tappe.
Diego, ormai è evidente, sta facendo i suoi esercizi.
In questi giorni ha cominciato a provare la rotazione su è stesso, appoggiandosi su un fianco su quello che trova: ad esempio, sul divano o sul pouf; e tenta il cambio di lato e di mano in appoggio, roteando su sè stesso, tutto da solo.
Sa distinguere benissimo i ripiani morbidi (lettone, cuscini del divano) da quelli duri su cui non conviene cadere (pavimento e piastrelle). Sui piani morbidi infatti si esercita anche nei tuffi: “in piedi, mi mollo, ballonzolo, e mi faccio prendere! O comunque c’è un cuscinone che mi attende.”
Nel frattempo, per Diego, il progresso nel movimento avviene in più direzioni.
Una cosa che lo attira molto è la scalata: si aggrappa con le mani su ripiani alti, spinge coi piedini fino a stare sulle punte, alza le ginocchia per guadagnare gradini e schienali, e sa già arrampicarsi da solo sul nostro letto. E pure scendere: “Si scende da dietro!“, gli abbiamo insegnato dopo i suoi primi tentativi di testa proiettata all’ingiù: ora sa che per calarsi dal lettone o dal divano, per prima cosa vanno fatte sporgere le gambe, per finire coi piedini giusti giusti per terra.

E’ evidente che si ricorda quanto imparato il giorno prima, e che ci tiene a riprovarlo un po’ di volte per acquistare sempre più disinvoltura e fare passi avanti; non c’è che dire: ha metodo, il ragazzo!