La danza dell’aristocrazia

Ho appena fnito di leggere “La ballerina dello zar“, di Adrienne Sharp, romanzo basato sulla vita del personaggio realmente esistito di Mathilde Kschessinska, prima ballerina dei teatri imperiali dela russia zarista, alla vigilia della rivoluzione russa.
Narrato in prima persona, con gli occhi di una donna che ha vissuto cent’anni, osserva il passaggio dal vecchio al nuovo mondo: dalla vicinanza anche intima alla monarchia assoluta, alla fuga da un mondo che va in rovina, verso un destino di emigrazione.

Per uno strano caso, negli stessi giorni ho letto il lungo articolo di Internazionale, intitolato: “I nuovi privilegiati“. Vi ho trovato numerose analogie.
Come nella storia del corpo di ballo e della corte di granduchi vicina all’imperatore russo, l’articolo tratteggia la presenza oggi, negli Stati Uniti, di una moderna aristocrazia. Si considera classe media, essendo cresciuta grazie a cultura, business e relazioni sociali, ma ora possiede ricchezze milionarie e tramanda ai figli soldi e potere.

In molte occasioni sono state esaminate le diseguaglianze odierne, osservando che si trovano ai livelli di quelle della “belle époque”.
Ci si potrebbe domandare, come fanno certi capitani d’impresa americani (che tengono sotto casa l’aereo per volare via in Nuova Zelanda): dobbiamo prendere in considerazione anche la seconda parte della analogia, includendo la rovinosa fine di quell’epoca di privilegi, col sospetto di essere entrati nell’età della rabbia?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.