Metamorfosi etniche di Piero Purini è uno studio ampio e dettagliato sulle migrazioni che hanno attraversato la nostra regione nel periodo delle due guerre mondiali e decenni dopo.
Non sono state solo le guerre ma anche le ragioni economiche, la dittatura, la discriminazione e la spinta alla composizione sociale per via politica e artificiale, le molte cause di questi flussi in questa zona di confine.
Il tema è veramente attuale oggi, su scala più ampia e alle porte dell’Europa in particolare.
Ricordare con questo studio quali e quante sono state le cause dei movimenti di popoli proprio sul nostro suolo riporta la realtà e il vero significato ai flussi dei gruppi sociali.
Perchè la cosa tragica è che i gruppi sociali venivano differenziati in modi che ora non sono più significativi.
per questi gruppi, i destini potevano essere favorevoli o sfavorevoli, portare alla perdita di lavoro e casa, alla ricerca di fortuna in Australia, allo status di perseguitato in più paesi o di protetto con politiche di stato.
E’ tragico cioè che oggi alcune di queste categorie sociali non siano più importanti (“quelli che hanno scioperato per le condizioni di lavoro sulla ferrovia transalpina”, licenziati in massa). E comunque ora di categorie ce ne sono altre.
Nuovi gruppi sociali a scelta del periodo storico vedono il proprio ruolo nel mondo portato in su o in giù nelle gerarchie delle avverse sorti.
Per esaminare temi non del tutto dimenticati nella nostra stessa città, Purini fa il giusto lavoro di ricostruire documenti (e infinite statistiche demografiche per raffronto dei flussi) attingendo a fonti delle opposte fazioni o delle diverse lingue e nazionalità (italiana, slovena, tedesca…).
Ecco che così il discorso si fa accurato, e non strumentalizzato.
Avrei voluto dire che il suo corposo lavoro è consigliato per chi vuole capire la storia delle nostre zone, ma in realtà dice anche molto di più. Dice che vari decenni fa la precarietà di cittadinanza e casa era continuamente alimentata.
Noi oggi saremmo contenti di non avere questo tra i nostri pensieri. Ma era solo un paio di generazioni fa, che in molti hanno dovuto trovare da soli o in gruppo una risposta alla esigenza di stabilità, in un luogo altro e sradicato.
mi piacciono le recensioni dei libri che leggi. Adesso che hai finito il ricamo saranno fonte di suggerimenti delle mie letture. Mi ricordo che quando andavo alla Biblioteca civica a prendere i libri in prestito, davo un’occhiata al contenitore dei libri in restituzione per trarre ispirazione da quello che leggeva la gente…