Bisogna conoscere il nostro sistema di welfare

Quando sono nata io, il sistema sanitario nazionale non c’era ancora.
Era frammentato.
Dei tre pilastri del welfare italiano, dopo sanità e pensioni, il terzo ambito, frammentato lo è ancora: si tratta delle politiche sociali e delle politiche per la famiglia, che non hanno una collocazione a sè, ma rientrano entro altri capitoli di spesa, e sono gestite dalle regioni se non dai comumi con delle differenze nei vari territori.
Quando ho comprato questo saggio, Mutamenti della famiglia e politiche sociali in Italia, ancora non conoscevo l’autrice Chiara Saraceno; e ora invece la noto spesso, e mi capita di sentirla ospite di trasmissioni radio, come sociologa che conosce bene il nostro sistema e vi ha contribuito.

Alcune sue osservazioni su questa parte del nostro sistema potrebbero valere come note di più vasta portata:
La mancanza di una politica sociale in Italia potrebbe essere spiegata come una strategia per evitare conflitti aperti e scelte chiare, in un campo in cui esistono valori e aspettative sociali tra loro in tensione, se non contraddittori: conflitti tra il valore dell’ugualianza tra i sessi, riconosciuto a livello formale, e le aspettative di comportamento ancora legate alla divisione del lavoro in base al genere; tra il valore dell’unità e solidarietà familiare e il valore attribuito all’autonomia individuale; tra quello della privacy e quello della responsabilità sociale. Il persistere di forti differenze di valori in questo campo è indice delle differenze e divaricazioni culturali che hanno caratterizzato la storia politica del nostro paese“.

saggio in tema

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.