La luna e la pozza

Domenica mattina faccio colazione tardi, prendo il treno appena alle undici.
Nel vagone tiepido quasi mi addormento.
Smonto un’ora e mezza dopo, è quasi l’una, e la bici mi ha portata sul primo argine più vicino.
Quello del Tagliamento oltre Biauzzo.

Eppure quando arrivo lì, non trovo il fiume. E’ scomparso.
Non ci posso credere, mi dico che il ramo d’acqua dev’esserci da qualche parte, magari da qua non lo vedo, ma forse sta dal lato dell’altro argine.
Per cui lascio la bici sotto l’albero, a mo’ di segnale per ritrovare il sentiero di uscita dal greto nascosto nel folto (me lo fotografo pure, per poterlo riconoscere al ritorno), e mi muovo a piedi, puntando dritta all’argine opposto, cercando di non deviare.
Il paesaggio di sassi bianchi è lunare, non c’è nessun riferimento per diversi minuti, l’acqua continua a mancare.
Il silenzio è fin troppo irreale, la sabbia che era stata bagnata non molto tempo fa si screpola, e le piante cominciano a sbucarci in mezzo.
Mi domando quanto tempo fa ha attecchito quel seme, da quanto tempo qui non passa nessuno.
Alle mie spalle la bici non si vede più, i cespugli sono tutti uguali, mi sforzo a tenere la direzione. Quando sono a metà strada, quasi mi domando se è meglio continuare ad andare avanti o tornare indietro, ma mi dico: perchè rinunciare, devo controllare coi miei passi, devo vedere.
Niente da fare: quando arrivo alla sponda opposta, mi rendo conto che ho camminato per oltre un chilometro. E il fiume non c’è.

Inutile attendere, torno indietro, qua non c’è niente da fare.
Quando punto di nuovo alla sponda di partenza, con il vuoto davanti e attorno a me, non riconosco il cespuglio da cui ero partita. E dire che avevo cercato di memorizzarne la forma. Chissà se quando mi avvicino lo ritrovo.
Sì forse è quello, però ce ne sono anche altri uguali.
Bon vabbè, se anche sono andata storta, alla fine in questo paesaggio tutto uguale posso sempre mettermi alla ricerca della bici, no?
Chissà se è là.
Quando passo sulla sabbia lascio la mia impronta.
Mh, su questa sabbia ci è già passato qualcuno. Controllo lo stampo della scarpa. E lo riconosco.
Sì, è il mio, sto ritornando proprio sui miei passi!
Cavolo, quando ci si muove nel nulla conta davvero anche l’indizio di un’orma…

Un greto deserto sabbia luminosa fango spaccato piante pioniere
impronta che va, impronta che viene

Ritrovo la bici. Riparto.
Ripenso al fatto che in qualche punto la sabbia mi era sembrata umida, che le ondulazioni polverose brillavano troppo uguali alla forma del solco d’acqua.
Mi ricordo dei fenomeni di risorgiva, e mi dico: possibile che un fiume intero possa sparire e tornare fuori poco dopo?
C’è un solo modo per esserne sicuri: vado a cercare se il corso riappare più a valle.

Pedalo di nuovo presso i paesi, scendo scendo fino a Pieve di Rosa.
Ok, riproviamo qui, non riesco ad attendere oltre. Ecco lo sterrato che porta fino al fiume, fino a un argine che qui è sopraelevato e spaccato di botto giù verso il greto…
E finalmente il silenzio si rompe. Ritorna il rumore d’acqua.
Lo sapevo! Il fenomeno di risorgiva c’era, e ora ne ho la certezza: può coinvolgere l’intera portata d’acqua!
Qua il Tagliamento è una meraviglia, il corso ha di nuovo l’ampiezza che conosco bene, i rami azzurri si incrociano. C’è un piccolo guado e lo attraverso (sì lo so mi bagno la scarpa, e con questo?), mi metto in mezzo a tre vie, tiro fuori il panino.
Aaaah, questo sì che è un posto buono per il pranzo.
Guarda un po’, c’è pure gente! Una moto dall’altro lato. Un cagnolino da questo.

Dietro il cagnolino c’è un tipo che si apposta un po’ più in là, e che poi viene a scambiare due chiacchiere con me.
Come hai trovato questo posto?“, mi chiede. Io questo ingresso a fiume l’ho trovato per caso, non ritorno quasi mai nello stesso punto.
Io invece vengo qui da trent’anni“, mi dice lui, “questo è il mio posto preferito. Lo conosco benissimo questo fiume, io sono il re del Tagliamento!”.

Mi conferma il fenomeno della risorgiva, a lui piace questa zona proprio perchè l’acqua torna fuori dalle polle perfettamente pulita.
E continua a raccontare.
Dovresti vedere il Tagliamento quando è in piena. Succede solo se ci son due settimane di pioggia continue. Ora c’è poca acqua, perchè il fiume viene sfruttato per irrigare i campi. Sì è vero che è l’unico fiume d’Europa senza dighe, e che è il fiume d’Italia col greto più largo di tutti. Ma prova a immaginare tutto questo greto inondato. Quando il fiume è in piena, l’acqua non ha il solito colore blu, ma è marrone e rumorosa che mugghia.
Dovresti vederlo. Una forza della natura.

Poco dopo vado via, il treno del ritorno mi attende. E rivedo il tipo di prima un po’ più in là, che si tuffa in una pozza d’acqua fonda.
Al solo pensiero, immagino quanto l’acqua dev’essere fredda.
Però devo ammetterlo.
Sopra il fiume c’è uno splendido sole.

l'argine sopra e il fiume sotto

bici sull'argine acqua davanti a me

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.