Una settimana in Grecia – 2

Sabato mattina ho girato per musei nel centro di Atene.
Come prima cosa, sono andata al museo nazionale di arte contemporanea.
Se avevo il dubbio che cominciare dal punto estremo del presente nella culla dell’antichita’ occidentale fosse una scelta originale, andando li’ ne ho trovato la conferma. Dal museo nazionale di arte contemporanea mi aspettavo che fosse il piu’ grande del paese nel suo genere, e invece mi e’ sembrato decisamente piccolo. Esponeva quattro tra autori e autrici, mi pare quasi esclusivamente greci, si ampliava solo nel sotterraneo, e non aveva esposizioni permanenti.
Eppure mi sono piaciuti molto.
Li ho visti giocare con l’incrocio tra presente e passato.
Ho scoperto che “arte” in greco si dice “techne'”.
Una fusione interessante.

E poi ho girato l’angolo, e sono andata al museo bizantino.
Mi domandavo, cosa ci sara’ nel museo bizantino.
E li’ ho trovato l’esplosione di una storia bimillenaria.
Tutta rivisitata dal punto di vista di una frontiera sempre in mutamento. Il nodo tra oriente e occidente, e in certi periodi della storia di Bisanzio, pure un cuore centrale pulsante.

Cito dai pannelli espositivi i riferimenti a due dei tanti momenti di transizione.

“Atene, con le sue scuole di retorica e filosofia, rimase un centro della cultura classica e una fortezza del paganesimo per almeno due secoli dopo il riconoscimento ufficiale del Cristianesimo (AD 313).
Come parte di un processo di decontaminazione dei luoghi dove idoli venivano precedentemente adorati, molti templi antichi vennero convertiti in chiese cristiane.
La prevalenza del Cristianesimo attraverso le province dell’impero prese piede quando il mondo antico e le sue strutture religiose avevano gia’ cominciato a mostrare segni di cedimento, i templi cominciavano ad essere abbandonati dai loro precedenti praticanti e questa debolezza veniva esacerbata ulteriormente dagli sforzi dello stato di sopprimere l’idolatria.
Il Partenone, il simbolo preminente del mondo antico, ha vissuto la trasformazione in basilica, con tre corridoi, una galleria e un battistero. Questo avveniva nel sesto secolo. Danni significativi sono stati portati alle decorazioni scultoree del Partenone dagli aderenti della nuova fede. La chiesa divenne un importante santuario della Vergine, attranedo pellegrini da lontano.
”

“La conquista graduale del territorio Bizantino dai Veneziani (tredicesimo e sedicesimo secolo a Creta, Cicladi, Cipro, Peloponneso e isole Ionie) fu un fattore che contribui’ all’emergere di una nuova realta’ politica nel Mediterraneo. Esercitare controllo sul Sud-Est Mediterraneo era enormemente importante per scopi commerciali, e per l’immagine internazionale e il prestigio della Serenissima.
Nei primi secoli di questa fase il controllo veneziano era stato duro per la popolazione greco-ortodossa, e quindi ci furono reazioni violente (ad esempio, la serie di rivolte di Creta del quattordicesimo secolo). Successivamente, le differenze furono appianate. Dalla fusione risultante, emerse un sistema misto di governo e una cultura composita greco-veneta, che si posizionava tra il mondo greco ortodosso e le culture occidentali.
Le biblioteche veneziane fecero proprie raccolte di volumi gia’ accumulate nel mondo orientale e, tramite questi, acquisirono conoscenze tecniche e immaginifiche
.”

Mentre leggevo questi testi, nella parte dedicata ai libri miniati potevo ammirare un antico tomo dal testo greco, decorato con carta pavonata fiorentina, riprodotto da un editore della repubblica di Venezia.

La transizione che mi ha colpito di piu’ e’ stata quella della fase di crollo politico dell’istituzione bizantina, in cui pero’ la sua cultura era al massimo della fioritura e influenzava ampiamente il pensiero successivo.

Non c’e’ che dire: a volte e’ molto piu’ interessante puntare gli occhi sulla frontiera dove passano i flussi della contaminazione, piuttosto che al centro di una categoria monolitica.

il lusso della Golden Hall cena serale in terrazza ingresso alla Golden Hall sottopassaggioo verso la Golden Hall
fotocopie dirette da materiale il pittore dei rapporti umani Palla al museo l'immancabile capitello
Icona del profeta Elia e scene della sua vita. Corfu, seconda metΰ del 17esimo secolo. libro antico grecoveneto museo bizantino, Atene autoscatto Palla

One thought on “Una settimana in Grecia – 2”

  1. “Non c’e’ che dire: a volte e’ molto piu’ interessante puntare gli occhi sulla frontiera dove passano i flussi della contaminazione, piuttosto che al centro di una categoria monolitica.”
    dov’è il bottone “mi piace”? =)

Comments are closed.