Invece

Dalla prossima settimana, il numero dei quotidiani italiani che hanno per direttore una donna passerà da uno a zero.
Sentirò la mancanza degli editoriali di Concita De Gregorio che, secondo il comunicato congiunto dell’editore e del Direttore de l’Unità, lascerà la guida del giornale.

Mi è facile immaginare la scrivania davanti alla quale, editore e direttore, rivedono il testo del comunicato:
“Sotto il profilo editoriale, il giornale è stato in questi anni al centro di un intenso dibattito che ha dato voce – molto spesso anticipandole – alle principali istanze della società, che ha mobilitato sui temi cruciali migliaia di persone, che ha allargato il ventaglio delle sue voci e che attraverso la crescita del sito Internet ha aperto un dialogo fitto e continuo coi lettori. Che ha contribuito infine a sollecitare la nuova volontà di partecipazione dei cittadini alla vita del Paese.”

Dall’altra parte del mondo, invece, il New York Times nomina il suo primo direttore donna in 160 anni di vita della testata.

Il Guardian, nella sua ricca sezione di articoli dedicati alla questione femminile, commenta l’evento così: “Negli Stati Uniti finora c’erano già state donne alla direzione di importanti quotidiani regionali o di istituti nazionali come la agenzia di stampa Associated Press. Ma il New York Times ha una tale levatura nel panorama giornalistico americano che questo evento porta un sonoro colpo al soffitto di cristallo.“

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